Dal topless alla masturbazione: libertà e crimine sul bagnasciuga

Per protesta contro gli accessori dell’oggettificazione e del patriarcato, il 7 settembre 1968 circa 400 contestatrici buttarono nel “cassonetto della libertà” i loro reggiseni, insieme a guaine, corsetti, scarpe col tacco alto, ciglia finte e bigodini e copie di Vogue e di Playboy. Anche se è controverso se i reggiseni vennero davvero bruciati o meno in quell’occasione, bruciare il reggiseno è uno dei gesti iconici della lotta femminista. 52 anni dopo il cassonetto della libertà, circa 10 giorni fa, due bagnanti sulle spiagge della Camargue sono state denunciate alla gendarmeria francese perché prendevano il sole a seno nudo. Si è riacceso il dibattito.
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