#02×07 – Scossa? | Ragazze Elettriche di N. Alderman

Naomi Alderman è una scrittrice, blogger e autrice di videogiochi britannica. Figlia di un rabbino, ha ricevuto un’educazione ebraica ortodossa, ma si è allontanata presto dalla religione della sua famiglia e ha trovato la sua indipendenza. Il suo primo romanzo, Disobbedienza, è almeno in parte autobiografico, e vede protagonista una ragazza che si allontana dalla comunità ebrea ortodossa in cui è cresciuta ed è costretta a confrontarsi con il passato nel momento in cui torna per il funerale del padre.

Ma è con Ragazze elettriche, The Power in lingua originale, che raggiunge fama planetaria: Alderman immagina un mondo in cui le ragazze sviluppano la capacità di creare energia elettrica. In questo modo si assiste progressivamente a un “rovesciamento dei ruoli”: dopo un primo momento in cui le donne usano il loro potere per difendersi, ribellarsi a regimi autoritari e fuggire dai trafficanti di esseri umani, quando il potere arriva nelle mani di donne spietate e prive di scrupoli sono queste a imporre leggi che limitano le libertà degli uomini, privandoli di ogni autonomia e riducendoli al ruolo che per millenni è stato imposto alle donne.

Le donne ottengono un potere, quello di creare e controllare scariche elettriche, e questo conferisce loro il vero potere: la supremazia in ogni campo politico e sociale. 

Alderman rovescia la società, dà il potere in mano alle donne, e queste donne non sono più giuste o materne o amorevoli degli uomini: la società matriarcale immaginata da Naomi Alderman ha gli stessi problemi di quella patriarcale, è altrettanto violenta e ingiusta, perché il potere corrompe chi lo possiede. 


Adolescenti terribili

di Federica Caslotti

Hell is a teenage girl

Jennifer’s body, 2009

L’horror è stato uno dei primi generi ad affrontare apertamente questioni relative al genere, alla sessualità e al corpo. Questo non vuol dire che lo abbia fatto bene, ma che essendo un genere molto legato al corpo, al sangue, alla morte e alle pulsioni più viscerali e di pancia, quelle del desiderio e della paura, era anche molto meno vincolato a tabù che magari vincolavano altri generi. L’horror era anche uno dei pochi generi cinematografici in cui mettere in mostra il corpo, in particolare il corpo femminile, fosse considerato accettabile, perché ti ho già fatto vedere sangue e morte cosa vuoi che siano due tette.

Nell’horror le donne sono spesso le vittime, e i critici hanno individuato due possibili ragioni: da una parte le donne e le ragazze sono sempre state considerate deboli, e nell’horror è importante che oltre al mostro di cui avere paura ci sia anche un protagonista per cui provare paura e questo è più facile se la protagonista è una ragazza. Ma c’è anche una ragione più inquietante: vedendo quanto spesso i personaggi femminili sono vittime nel cinema, verrebbe da pensare che agli uomini che per la maggior parte realizzano questi film, per un pubblico che si immagina sempre come primariamente maschile, in fondo piaccia vedere i personaggi femminili soffrire. Se i personaggi maschili vengono uccisi rapidamente, per le donne invece l’omicida si prende sempre molto più tempo, il doppio in media. I personaggi femminili scappano, urlano, piangono, e anche la lotta per la sopravvivenza della final girl sembra una lunga agonia. È come se ci fosse un certo piacere sadico nello scegliere come protagoniste giovani donne carine.

Ma in realtà è sbagliato anche pensare che le donne nell’horror siano sempre state solo vittime, quando fin dagli albori del genere l’orrore e il mostro si sono spesso incarnati in sembianze femminili. La donna può essere seducente e per questo pericolosa, il corpo così spesso reso vittima diventa invece l’arma con cui uccidere e torturare.

Quello di cui vorrei parlare oggi è quel momento in cui vittima e carnefice si sovrappongono, diventano lo stesso personaggio, e si incarnano nella forma della ragazza adolescente.

Parentesi: sto parlando di horror perché rispetto a fantastico e fantascienza è probabilmente il genere più antico, da cui gli altri generi hanno attinto a piene mani per quanto riguarda luoghi comuni e immaginario. Ragazze elettriche non può essere considerato un horror, come non possono essere considerate tali altre opere che citerò. Ma ho bisogno che mi concediate questa licenza.

L’esempio più famoso è Carrie: nata dalla penna di Stephen King, Carrie è un’adolescente emarginata che vive con una madre fanatica e abusante. Il menarca risveglia in lei poteri telecinetici che la ragazzina usa per avere la sua vendetta su chi l’ha ferita. Non è una storia di “empowering”, è un avvertimento su cosa può succedere se un potere viene represso e osteggiato per così tanto tempo, eppure non possiamo negare che sia soddisfacente vedere Carrie prendersi la sua rivincita.

Sempre Stephen King ha dato vita a Charlie, protagonista de L’Incendiaria, una bambina che a causa di un esperimento cui i genitori sono stati sottoposti in gioventù ha sviluppato poteri pirocinetici, cioè la capacità di manipolare il fuoco e innescare incendi. Il personaggio di Charlie ricorda molto Eleven di Stranger Things: abbiamo due ragazzine usate come cavie contro la loro volontà, ma questi esperimenti si ritorcono contro i loro carcerieri e le ragazzine riescono a sfuggire loro proprio grazie a questi poteri.

Ancora più terrificanti sono le protagoniste adolescenti di Denti e Jennifer’s body, che, non a caso secondo me, sono film generalmente molto apprezzati dalle spettatrici di sesso femminile e che invece provocano molto disagio nel pubblico maschile.

In Jennifer’s body Megan Fox da ragazza un po’ frivola e “leggera” si trasforma dopo la violenza subita in una mangiatrice di uomini, letteralmente. In Denti invece vediamo rappresentata una delle paure più antiche dell’uomo, inteso come essere umano di genere maschile: l’ansia da castrazione e la vagina dentata. La protagonista è vista come un mostro, ma il vero mostro è la cultura dello stupro, l’incapacità di prendere seriamente un no da parte di una ragazza: Dawn non morde tutti, ma solo chi cerca di usarle violenza

Cos’hanno in comune queste ragazze? Queste, proprio come le ragazze elettriche, scoprono improvvisamente di avere un potere. Un potere che le persone intorno a loro pensano di poter sopprimere, tenere a bada, o controllare per i loro scopi. In fondo sono solo ragazzine, no? Quanto potrebbe essere difficile farlo? Eppure questo potere che viene sottovalutato si rivela letale, e le ragazze riescono a ribaltare la situazione, da vittime si fanno carnefici, agenti attive del proprio destino.

Anche nel mondo reale questo tipo di “mostruosità” diciamo sembra legata alle giovani donne: i fenomeni di poltergeist e di possessione sembrerebbero essere molto più comuni tra le ragazze rispetto a qualunque altra fascia di popolazione.

Perché questo avviene? L’adolescenza già di per sé è un’età di grandi sconvolgimenti, che fanno paura e spaventano non solo chi li vive ma anche chi sta loro intorno.

E in particolare la ragazza, che da immagine della purezza, della remissività, da ingenua e manipolabile diventa donna e si fa artefice del suo destino, potrebbe sfuggire al mio controllo, potrebbe dirmi di no. Quello che non posso controllare mi fa paura, e se qualcosa mi fa paura, lo trasformo in un mostro. È questo in realtà che fa paura: non il far volare gli oggetti, ma il poter fare qualcosa su cui io non ho assolutamente nessun controllo.


Mamma ho perso il disco volante

di Camilla Magnani

Ogni periodo storico complesso molto spesso sfocia nella creazione di gruppi religiosi dedicati alla loro visione nel mondo. Proprio come succede in Ragazze Elettriche dove Allie aka Madre Eve diventa un faro nella notte per la sua capacità di usare l’energia come nessun altro, creando una comunità di fedeli enorme.

Mentre cerco di chiedermi che tipo di religione possa venire a creare un momento storico complesso come quello attuale (spoiler alert: ho paura di saperlo!), vi racconto di altri gruppi religiosi o meglio, sette, che hanno spopolato nel secolo scorso e alcune che raccolgono qualche seguace ancora adesso.

Innanzitutto considerate tutte le novità del 900 rispetto ai secoli precedenti: due guerre mondiali, uno sviluppo economico mai visto prima e soprattutto uno sviluppo scientifico e tecnologico incredibili.

Ed effettivamente ho notato che molti di questi culti hanno alcuni elementi in comune: partono tutti o dall’estremo Oriente o dagli Stati Uniti, praticamente in ogni quasi ogni caso il leader o la leader si ritiene la reincarnazione di Cristo, sono indagati dall’ FBI e vanno a finire malissimo.

Oggi, quindi, vi racconto alcune storie che forse non conoscete.

Il primo culto che vi voglio raccontare è quello della Chiesa dell’Unificazione, i cui adepti sono stati giocosamente ribattezzati “Moonies” dal nome del capo della loro Chiesa.

Infatti, la Chiesa dell’Unificazione, viene fondata negli anni ’50 in Corea del Sud dal reverendo Sun Myung Moon. Questo culto, diversamente da altri, affonda le sue radici nel mondo cristiano in tutto e per tutto. Infatti, Moon diventa famoso perché ritiene di rappresentare la seconda venuta di Cristo e di essere in grado di completare la sua opera. Da quello che ho capito, un giorno Cristo è apparso a Moon per dirgli una cosa tipo “Io non ho fatto in tempo a sposarmi, però fallo tu e fai vedere a tutti che tu hai la famiglia perfetta”. Ecco, ovviamente io ho parafrasato, ma è così che entra in scena un’altra figura fondamentale per i Moonies: Hak-Ja Han, la donna che Moon sposa.

E così i due diventano per i fedeli i veri genitori. Infatti, secondo la testimonianza di Steve Hassan, un ex leader dei Moonies, se vuoi diventare parte di questa chiesa devi considerare i tuoi veri genitori come Satana e accettare la famiglia Moon come tuoi veri genitori. In più per i fedeli è fondamentale trovare adepti e fondi (ad esempio, Hassan dice che non lo facevano dormire se non riusciva a raccogliere più di cento dollari in un giorno).

Ma non è finita qui: i Moonies sono in realtà molto famosi per i matrimoni di massa. Eh sì. Perché se il reverendo Moon è il capostipite della famiglia ideale, a chi non ti affideresti se non a lui per trovare l’anima gemella? E da vero match-maker prima di qualsiasi app di incontri, Moon esaminava foto e biografie dei suoi adepti e abbinava veri e propri sconosciuti che si sarebbero sposati ad uno degli eventi creati dalla sua chiesa in cui migliaia di persone venivano sposate dal loro vero padre.

E visto che il culto spopolò anche in America, alcuni matrimoni furono addirittura celebrati riempiendo di coppie sposate Madison Square Garden.

Ma non è tutto oro quel che luccica e quindi oltre alle ovvie evasioni fiscali che capita fin troppo spesso quando si tratta di sedicenti chiese, la famiglia Moon viene messa a nudo da diversi fuoriusciti che raccontano cose a dir poco allucinanti.

Ad esempio si è scoperto che le prime coppie sposate, chiamate la Tribù di Moon era letteralmente la tribù di Moon perché erano tutti fermamente convinti, e ovviamente Moon più di tutti, che Eva avesse fatto sesso con Satana, tradendo Adamo e Dio quindi decide di mandare Cristo sulla Terra per recuperare Eva. Per farlo però Gesù deve fare sesso con sei donne sposate per ripulire il sangue dal peccato. Ma visto che, come dicevamo, Gesù non è riuscito nel suo intento Moon è qui per farlo per tutti. Così, per togliere il peccato dalle coppie era necessario che le mogli delle coppie sposate da Moon facessero sesso tre volte (per gli stadi di Formazione, Crescita e Perfezione) con il reverendo alla presenza di un testimone. E così Moon ha fatto sesso per tre volte con ciascuna delle 36 mogli dei primi matrimoni celebrati.

Ah, e ovviamente lui predicava che l’adulterio fosse orribile e condannabile naturalmente, ma allo stesso tempo quando alcuni membri della famiglia gli fecero notare che lui aveva molteplici amanti lui si difendeva dicendo che lo voleva Gesù. Ah okay.

Comunque ora, dopo la morte di Moon, la Chiesa non è più molto diffusa.

Ma continuando invece con i culti che si sono formati in Asia, vi racconto ora di Ho No Hana Sanpogyo. Eravate stanchi delle classiche letture della sfera di cristallo e del palmo della mano? Niente paura, in questa religione, per la modica cifra di 900 dollari il leader della setta vi leggerà le piante dei piedi e spoiler alert: vi dirà sempre che vi stanno per capitare disgrazie e che avete il cancro. Altro spoiler alert: ve lo dirà anche se non è assolutamente vero.

Ma andiamo con ordine: il singolare culto viene fondato alla fine degli anni ’80 in Giappone da Hogen Fukunaga, che si rende conto di essere la reincarnazione sia di Gesù Cristo, sia di Buddha. Insomma, voleva andare sul sicuro.

Il suo modus operandi era una lettura delle piante dei piedi a cui seguiva ovviamente una predizione di catastrofi senza precedenti: sfortune, malattie, morte. Per ovviare a questi problemi però si potevano fare corsi assieme a Fukunaga e-o comprare amuleti da portare a casa. I corsi di addestramento erano molto duri. Apparentemente coloro che volevano diventare adepti non potevano dormire per giorni e poi dovevano uscire per strada urlando cose come “Fantastico!” o “Come sono felice!”.

E se ti andava bene, dopo questa esperienza, avevi speso un sacco di soldi ed eri pieno di debiti, ma se ti andava male rischiavi di essere defenestrato. La polizia infatti ha ricevuto ben dodici chiamate per defenestrazioni avvenute nel quartiere dove sorgeva il centro religioso.

Da quando ovviamente molte persone si sono accorte della truffa, Fukunaga è stato condannato al risarcimento ma, come spesso succede, nessuno sa dove lui si trovi al momento.

Ma ora passiamo ai meravigliosi culti che hanno davvero spopolato in America. E come tutti i culti che spopolano negli Stati Uniti, oltre alla religione bisogna aggiungerci anche gli alieni.

Parliamo quindi di Chen Tao, una religione che è nata a Taiwan, ma che dopo qualche anno si è trasferita prima in California e poi in Texas. Il fondatore, Hon-ming Chen, crea una religione che è un mix di taoismo, buddismo e ufologia. Il succo della questione è il seguente: la Terra è stata creata per colpa di una guerra nucleare e ha attraversato cinque periodi difficili, partendo dall’era dei dinosauri. Coloro che si sono sempre riusciti a salvare, proprio come in ogni film che abbiate mai visto, sono gli esseri che vivono in Nord America. E come si sono salvati? Attraverso l’aiuto di Dio che li ha soccorsi arrivando su un piattino volante. Un piattino, tipo quelli da tè. Non sto scherzando.

Gli adepti di questa setta erano tutti particolarmente ricchi e potenti e potevano essere riconosciuti perché vestivano tutti di bianco e portavano cappelli da cowboy. Dopo il trasferimento in Texas, Chen annuncia la profezia suprema: Dio si manifesterà a tutto il nord America alle 12:01 del 31 marzo 1998 su un singolo canale televisivo, pure a quelli che non hanno l’abbonamento per la tv via cavo.

Ovviamente, Dio non si manifestò e ora di Chen Tao non si sa più nulla.

Un altro culto degli alieni totalmente americano è invece quello di Heaven’s Gate capitanato da un uomo e una donna: Marshall Applewhite e Bonnie Nettles. I due si incontrano per caso nel 1972 ma credono ovviamente di essere destinati a grandi cose insieme. Insomma, Bonnie lo sa, glielo hanno detto gli extraterrestri.

Sono convinti di avere menti molto più sviluppate della media, grazie alle quali hanno capito di essere i testimoni dell’apocalisse e sono convinti che Applewhite sia la reincarnazione di Cristo. Un’altra?

Credevano che la terra sarebbe stata riciclata entro il 2027 e l’unico modo per sopravvivere era la speranza di essere uccisi, rianimati e soccorsi da una nave spaziale davanti a tutti. Così cercarono adepti, che chiamarono “L’equipaggio”, facendo finta di essere esseri provenienti da un altro pianeta alla ricerca di persone tanto coraggiose da seguirli per un esperimento ed arrivare ad un livello successivo nell’evoluzione.

Dopo aver lasciato tutti i beni terreni e i familiari, gli adepti hanno girato il paese dormendo in tende e chiedendo l’elemosina. Il problema secondo me è che dopo un po’, visto che gli alieni non arrivavano e non sapevano che far fare a sta povera gente, tutto si è un po’ perso. Per non parlare del fatto che ad una certa Bonnie Nettles si ammala e muore e nessuno se lo sa spiegare, fino però a quando il tutto finisce per movimentarsi di nuovo con l’arrivo della cometa di Hale-Bopp nel 1996, una delle comete più luminose della storia, osservabile ad occhio nudo per ben diciotto mesi.

Ovviamente quello era il segnale: la cometa era depositaria del segreto della salvazione. Così si riuniscono tutti in un ranch in California, comprano tutti un’assicurazione per il rapimento alieno (sì, gli americani vendono anche questo). Nel marzo 1997, dopo aver registrato un video in cui parlano di quanto sono felici, 39 adepti con 5 dollari e tre quarti in tasca, una tuta sportiva Nike, e un sacchetto di plastica sulla testa, assumono del veleno e si suicidano, sperando di rinascere in un superiore livello evolutivo.

Come ultimo culto di oggi però vorrei parlare del più interessante tra quelli che ho trovato. Fa parte dei Culti del Cargo, ossia quelle religioni che sono state fondate dopo l’arrivo dell’esercito americano nelle piccolissime e remotissime isole del Pacifico soprattutto dopo la seconda guerra mondiale.

Gli americani, infatti, durante la Guerra del Pacifico, usavano molte di quelle isole come base e portavano quindi cibo e rifornimenti agli isolani. Ed è proprio per questo che ancora oggi gli abitanti di quei luoghi sperano in un nuovo miracolo, sottoforma di soldato americano, che li aiuti e li sfami.

Il culto che più mi ha colpito e, perché no, fatto sorridere, è quello di John Frum, nato nell’isola di Tanna, parte della Repubblica di Vanuatu.

I nativi di Tanna celebrano il misterioso uomo attraverso parate in cui usano bastoni come se fossero fucili e sventolano sdrucite bandiere dell’esercito americano. Inoltre, nutrono un sano interesse e una particolare curiosità per apparecchiature radio e dispositivi elettrici e cercano di costruire i loro radar, cuffie, macchinari e piste di atterraggio con ciò che possono trovare, come legno o bambù.

Infatti, il fatto che da un momento all’altro, durante la seconda guerra mondiale, abbiano fatto la loro apparizione cose come aerei, cibo in scatola, medicine ecc… non potevano spiegare questo miracolo se non con l’intervento di qualche dio.

Come si legge in un articolo de Il Post uscito qualche mese fa, un anziano del villaggio di Tanna dice “John ha promesso che ci porterà navi e aerei carichi dall’America, se preghiamo per lui: radio, tv, camion, navi, orologi, frigoriferi, medicine, Coca-Cola e molte altre meraviglie”

Probabilmente quindi John Frum è una manipolazione di un John from America, un soldato qualunque che probabilmente nemmeno sa di essere venerato in un’isola del pacifico. Questa teoria sembra andare per la maggiore perché da un’altra parte dell’isola in effetti viene venerato un altro dio che si chiama Tom Navy.

Al giorno d’oggi, dopo tanti tanti anni, la maggior parte della popolazione è cristiana, ma il mito di John Frum persiste tra un centinaio di persone. Una grande battuta d’arresto c’è stata apparentemente negli anni ’90, quando un pescatore di nome Fred, tornando a riva con la sua barca disse che probabilmente il lago alle pendici di un vulcano dell’isola sarebbe traboccato. Il fatto che grazie a questo avvertimento molte famiglie fossero state evacuate, ma soprattutto grazie al fatto che in effetti il lago traboccò davvero, Fred divenne un profeta per la sua comunità.

Il capo dei John Frumiani però non accettò questo nuovo leader e tutti i credenti furono confinati in un villaggio separato dove aspettano, tutt’oggi, l’arrivo di John Frum.

FONTI:

Bitchmedia, Not a Follower, Not Yet a Leader Women Cult Leaders Hold an Insidious, Misunderstood Power, di Hanna Brooks Olsen

Cosmopolitan, These Are the Scariest Cult Stories of All Time, di Hunter Levitan e Eliza Thompson

Thrillist, The 10 Craziest Cults You’ve Never Heard Of, Joe McGauley

  • Moonies:

In Encyclopedia Britannica

How well do you know your moon, Review: ‘Growing Up Moonie’ Details Life Inside the Unification Church, di Nic Dobija-Nootens

TheGuardian.com, I was a moonie cult leader, di Emine Saner

Tragedy of the six Marys, Nansook-Hong Interviewed

  •  Ho No Hana Sanpogyo

Grunge.com, This is how the ho no hana cult started, di Felix Behr

Apologeticsindex, Ho No Hana Sanpogyo

  • Chen Tao

Wikipedia, Chen Tao

  • John Frum

Il Post, Il misterioso culto di un soldato americano a Vanuatu


Alderman immagina un mondo in cui uno dei due sessi prevale sull’altro con la forza, ma non abbiamo bisogno di immaginare. Tutto quello che la scrittrice narra è già successo o sta succedendo alle donne: dalle violenze sessuali alle mutilazioni genitali, dalle leggi che limitano la libertà degli individui di sesso femminile alla paura a camminare per strada. Alderman immagina anche che il potere acquisito dalle donne provochi reazioni violente da parte maschile, ma anche questo è qualcosa che sta succedendo: anche i diritti basilari che abbiamo strappato con secoli di lotte femministe, e di strada da fare ce n’è ancora tanta, sono stati sufficienti perché fiorissero gruppi di misogini violenti, “incel” e “redpillati”, fautori di stragi e attentati ai danni di donne ai loro occhi colpevoli di essere “troppo” libere, e per cosa? Per il fatto di avere i loro stessi diritti.

Il romanzo di Naomi Alderman è geniale, perché prima di tutto mostra che cambiando il tiranno al potere non si cambia nulla. Avere più donne al potere è un traguardo importante, un passo verso l’equità, ma se il potere non è distribuito equamente allora squilibri e ingiustizie continueranno a perpetrarsi. Non abbiamo bisogno di più donne che si siedano al tavolo del potere per partecipare all’oppressione di chi sta sotto, dobbiamo ribaltare il tavolo e aggiustare quello che va aggiustato. La religione storicamente è sempre stata usata come strumento per l’oppressione femminile, ma non è fondando una religione che opprima l’uomo che si creerà equilibrio, bensì liberandosi delle catene imposte dalla religione istituzionalizzata, da chi ti dice cosa devi pensare, come devi agire, e lo fa in nome di Dio, non importa se Dio usa pronomi maschili o femminili. 

è geniale anche perché mostra che le differenze tra uomo e donna non sono sostanziali ma circostanziali: la società è stata resa iniqua, e se fosse stato il genere femminile a imporsi sull’uomo con la violenza, come avviene in questo romanzo, le cose sarebbero andate in maniera molto diversa. Le donne non sono nate inferiori all’uomo, non sono per natura più amorevoli, o remissive, o qualsiasi cosa vi venga in mente, sono state rese tali da stereotipi, violenze e imposizioni perpetrate per millenni.


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