Perché alle donne piacciono gli str*nzi?

Crocerossina non si nasce ma si diventa

di Federica Caslotti

È una verità universalmente riconosciuta che una ragazza in procinto di varcare le soglie della pubertà sia attratta dagli stronzi. Il bad boy, presente? L’uomo rude, un po’ violento, che non accetterà un no come risposta perché sa che in realtà quello che avresti voluto dire è «Convincimi», che cerca solo sesso e non vuole impegni. Meglio ancora se ha un passato tragico alle spalle, perché questo vuol dire che lui non è cattivo, ma stava aspettando che tu, sì, proprio tu, con la tua purezza virginale, il tuo viso struccato e il tuo improbabile gusto nel vestire, arrivassi a salvarlo. Salvarlo da cosa? Boh, da se stesso, dalla droga, dalle risse, dalla voglia di trombarsi qualsiasi essere vivente di sesso femminile… Ma che ti frega, non senti già la tua crocerossina interiore che balla il tip-tap?

ANATOMIA DEL BAD BOY

No, non ho intenzione di parlare degli addominali scolpiti nel marmo e degli occhi cangianti dal colore che varia da quello del mare in tempesta e quello della foresta più oscura, e nemmeno del suo magico pisellone e delle leggi fisiche per cui esso si ritrova inevitabilmente attratto dalla figa d’oro della protagonista come fosse un magnete. Sto parlando degli elementi caratteristici del personaggio.

Ovviamente il bad boy è bello, stratosfericamente bello. Tutte le donne lo desiderano e tutti i ragazzi vorrebbero essere lui. Inoltre, per età, esperienze di vita (leggasi: relazioni passate), o entrambe le cose, è sempre più “avanti” della protagonista femminile. A volte l’elemento soprannaturale gioca a suo favore: un angelo, un demone, o un vampiro, ad esempio, possono avere centinaia di anni di vantaggio rispetto alla loro partner.

La protagonista femminile, invece, è sempre giovane e nella quasi totalità dei casi vergine, e non si fa scrupoli nel giudicare negativamente i costumi sessuali delle sue coetanee, verso le quali esprime più o meno velatamente il suo disprezzo per la loro superficialità. Non ha nessun metro di paragone, ma sa che l’amore tra lei e il bad boy è la cosa più vera e travolgente che esista al mondo, che il sesso che fa con lui è insuperabile, e che per lei, e solo per lei, lui potrà cambiare.

Ma cosa rende bad il nostro eroe? Si va dall’uomo misterioso, silenzioso, segnato da qualche evento negativo avvenuto nella sua vita, al vero e proprio criminale. Come si posizionano in questo spettro i personaggi importa poco, fintanto che essi sono redimibili: quello che titilla la fantasia della lettrice è vedere l’uomo duro e irraggiungibile che si scioglie tra le braccia della ragazza che ama trasformandosi in un tenero agnellino. La morale è sempre quella: l’amore può cambiare anche l’uomo peggiore, e farne il perfetto fidanzato.

CASI DI STUDIO

In principio era James Dean, il bello e dannato del cinema, eternato dalla sua tragica morte nell’immagine del ragazzaccio coi capelli ingellati e la giacca di pelle. I personaggi che interpretava erano giovani ribelli che sotto la scorza dura rivelavano un’interiorità profonda e un’anima tormentata dai demoni del passato. Il suo look diventa la divisa dei ragazzacci scapestrati che però rivelano un cuore d’oro, da Danny di Grease a Jess Mariano di Una mamma per amica (almeno credo che sia uno scapestrato dal cuore d’oro, in realtà non ho mai visto Una mamma per amica, è il fascino tenebroso di Milo Ventimiglia a farmelo pensare).

Quando ho avuto l’età giusta per cominciare a subire l’attrazione per i bad boy ero nel pieno della mia fase “Non sono come le altre ragazze” (me ne vergogno ma capita anche ai migliori): di fronte a Zac Efron non avrei fatto neanche un plissé, ma avevo letto Cime Tempestose e mi struggevo d’amore per Heathcliff, che, spoiler alert, sarà pure un Byronic hero, sarà pure un personaggio complesso forgiato dagli abusi e dai pregiudizi subiti in gioventù, ma è e rimane un omm ‘e mmerda. Fatto che io ero felicissima di ignorare, perché «Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali» e mi scioglievo. Non è però un caso che il romanzo di Emily Bronte compaia nelle biblioteche di tutte le coppie tormentate della letteratura young adult, accanto agli altri classici della letteratura inglese: Heathcliff, Darcy e Mr. Rochester sono personaggi misteriosi, imbronciati, che solo di fronte alla protagonista finalmente possono permettersi di abbandonare le loro difese. Certo in questi casi abbiamo personaggi il cui sogno d’amore è ostacolato da pregiudizi, disparità sociale, segreti troppo oscuri da rivelare. Di solito l’unico ostacolo cui vanno incontro i bad boy nella loro relazione con la cosina di turno è il fatto di essere delle teste di merda. Ma andiamo avanti.  

Troppo impegnata a credermi una grande intellettuale perché gli unici vampiri di cui mi importassero le vicende erano quelli di Bram Stoker e Anne Rice (se anche voi credete siano alta letteratura: tranquilli, poi passa), la Twilight mania mi è completamente passata sopra la testa senza che io le riservassi qualcosa di più che un vago disprezzo, originato per altro dalle ragioni sbagliate. Twilight è un prodotto che ha avuto grande successo perché ha saputo offrire al suo target di riferimento quello che voleva: una protagonista, tratteggiata in modo che fosse facile per le lettrici identificarsi in lei, travolta dall’amore di un ragazzo misterioso, che potrebbe farle del male ma non lo farà perché la ama, e che tra tutte le ragazze che potrebbe avere ha scelto proprio lei. Twilight in realtà ha diverse problematiche: romanticizza la depressione di Bella e gli istinti violenti di Edward e Jacob, offre un modello di relazione alienante e totalizzante. Ma noi pecoroni eravamo troppo impegnati a prendere in giro le lettrici perché «Ahah, sbrilluccicano» per instaurare una discussione intelligente su questi temi.

E mentre noi diventavamo troppo grandi per Twilight, qualcuno negli USA pensava bene di sfruttare il grande successo di una fan fiction ispirata alla saga, pubblicandola come trilogia: nasceva Cinquanta sfumature di grigio. Fiumi di parole sono stati spesi per elencare i difetti di questa saga, e credo di non poter aggiungere nulla al dibattito. Eppure il successo è stato così travolgente che ha contaminato tutta la letteratura rosa e, quel che è peggio, la letteratura young adult.

L’hashtag #badboy compare in tutte le storie più popolari di Wattpad, attualmente la piattaforma di fan fiction più famosa al mondo, che ci ha regalato fenomeni letterari come After, che ricalca alla perfezione le dinamiche perverse viste fino ad ora: lei una verginella semplice e studiosa, lui un primate con problemi comportamentali grossi come il patrimonio dei suoi genitori, i quali non l’hanno mai amato davvero spingendolo a cercare calore saltando da un letto all’altro. Anche qui i classici non sono stati risparmiati.

Quando ho cominciato a scrivere questo articolo non avrei mai pensato che Netflix mi avrebbe obbligata ad aggiungere questo paragrafo: eppure, tra un The Kissing Booth e un Sienna Burges è una sfigata, amorini adolescenziali che però se guardi bene sono tossici e problematici proprio come piacciono a noi, è sbucato un prodotto che, non avrei mai pensato di dirlo, mi ha fatto rimpiangere le Cinquanta sfumature: dalla Polonia è arrivato con furore 365 giorni, un po’ spot di Dolce&Gabbana, un po’ porno senza i genitali, sbagliato su così tanti livelli di lettura che non saprei nemmeno da dove cominciare.

Ne abbiamo fatta di strada dal giovane ribelle James Dean per arrivare al criminale mafioso. Il ragazzo un po’ scapestrato, aggressivo, ma “giustificato”, di solito perché proveniente da una situazione familiare di disagio, si è trasformato prima in un mostro, letteralmente anche se non moralmente, tormentato e in cerca di redenzione, ed è diventato infine un uomo ricco, arrogante, abituato ad ottenere tutto ciò che vuole, che magari mostra tenerezza con la protagonista, certo, ma fuori dalla loro magica e perfetta relazione resta quello che è sempre stato: la più fulgida incarnazione di tutti gli stereotipi legati alla mascolinità tossica.

CONCLUSIONE

Se milioni di mosche mangiano la merda vuol dire che è buona? Certo che no, ma noi non siamo mosche, e se così tante di noi, specialmente in giovane età, sono attratte da un certo ideale maschile violento e predatorio un motivo ci deve pur essere. Vogliamo credere che sotto sotto un po’ ci piace farci trattare male? Mi sembra poco probabile, salvo nel caso di determinati kink.

È vero invece che, consciamente o inconsciamente, fin da quando siamo piccole ci insegnano che, in quanto femmine, non dovremmo nemmeno pensare a “certe cose”. I ragazzini guardano i porno e i giornaletti di nascosto, fanno battutacce, parlano di sesso e a meno di non essere beccati proprio con le mani nella marmellata (o è il caso di dire nelle mutande?) è più raro che vengano rimproverati, perché che vuoi farci, son ragazzi. Per le ragazzine è molto diverso: pochi di noi hanno avuto la fortuna di ricevere un’educazione sessuale come si deve, ma se il pene ha un funzionamento tutto sommato semplice (non è vero ragazzi mi raccomando fatevi controllare anche voi ogni tanto e state attenti) molte donne sono cresciute allegramente inconsapevoli di quanti buchi avessero là sotto, o di cosa fossero quelle perdite che ogni tanto trovavano negli slip.  A qualcuna, come a me, sarà capitato di prendersi un accidente secco trovandosi le mutande sporche di sangue per la prima volta, perché nessuno aveva pensato fosse il caso di avvertirci di questa eventualità. Accecate per anni dal mito dell’irraggiungibile punto G tante, troppe, persone ignorano cosa sia il clitoride, dove sia, come funzioni, e semplicemente ci convinciamo di essere così, dolcemente complicate. Masturbazione femminile? Ma cosa dici, le ragazze manco fanno la cacca e le puzzette, ti sembra possibile che si masturbino? Non devi vestirti da suora sennò non ti guarda nessuno, ma neanche da troia, sennò te la cerchi: insomma, devi farti guardare e non toccare, che tu possa fare il primo passo o pretendere qualcosa non è contemplato.

Se fin da piccola ti insegnano che tu certe cose non dovresti né farle né pensarle, cosa fai quando quelle stesse cose cominci a desiderarle?

È da qui che nasce la fantasia del predatore, dell’uomo a cui non devi spiegare nulla perché sa già tutto, che non deve chiedere mai e che ignora i tuoi no: in fondo, tu non avresti mai detto di sì, o sbaglio?

Tutti questi uomini che ci attraggono nella fiction sono intensi e spaventosi, perché quando si è giovani e inesperte tutto quello che ha a che fare con la sessualità e l’amore lo è, e sono ossessionati dalla protagonista perché diavolo, vogliamo negare che sia bello essere desiderate? Solo che un’adolescente non ha l’esperienza di vita per capire dove finisce il desiderio e comincia l’ossessione. In questo quadro ha perfettamente senso anche il desiderio di “salvare” il bad boy, fare in modo che ci ami per sempre: dopo essere stata introdotta da lui ai piaceri della carne, non puoi mica lasciare che ti abbandoni come ha fatto con tutte le sciacquette che ci sono state prima di te, dopotutto tu ti eri mantenuta verginissima, purissima e levissima proprio per concederti a lui!

È una finzione, un gioco, un modo per evadere, ed essendo una fantasia non è pericoloso, perché puoi smettere quando vuoi. E finché ci si crogiola nel piano dell’immaginazione, o finché si mettono in pratica queste fantasie con persone fidate in luoghi sicuri, è qualcosa che tutto sommato non credo possa farci del male.

Il problema insorge quando non ci viene data la possibilità di capire che non è l’unica alternativa. Una volta che si è consapevoli della propria sessualità, dei propri desideri, una volta che si riesce a capire cosa vogliamo solo perché è l’unica possibilità che ci hanno dato e cosa invece ci piace veramente, allora qualunque desiderio non danneggi le persone intorno a noi è lecito.

Però se 365 giorni vi è piaciuto non ironicamente io non mi fido di voi.

Post scriptum: Sapete qual è un film fighissimo in cui la protagonista fa i conti con questa fantasia tossica e se ne libera? Labyrinth. (No vi giuro raga è un film stupendo smettetela di fare battute sul pacco di David Bowie e guardatelo.)


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