Nadia Comăneci: l’esigenza della perfezione

di Camilla Magnani e Costanza Demaestri

Il 18 luglio 1976 a Montreal, una ragazza di quattordici anni, atleta numero 73, si esibisce davanti al banco dei giudici. Al termine dell’esercizio, il pubblico emozionato irrompe in un applauso scrosciante dopo aver visto il punteggio segnato dal tabellone: 1.00.

Sul volto della ragazza appare un sorriso esterrefatto e il pubblico, incredulo non smette di festeggiare quel momento che nemmeno la tecnologia avrebbe mai potuto quantificare.

Quella ragazza era Nadia Comăneci e oggi, quarantaquattro anni fa, totalizzava il primo dieci perfetto nella storia delle Olimpiadi, con il suo esercizio alle parallele asimmetriche.

Forse in pochi sanno che le Olimpiadi di Montreal di quell’anno furono un completo disastro finanziario, tra i troppi soldi spesi e molti paesi che decisero di boicottare l’evento per ragioni politiche. Ed è interessante e normale che la storia entri a far parte di questi momenti che non sono slegati dalla società e dalla vita comune. Tuttavia, la storia è anche questo: una ragazza di quattordici anni che diventa un mito, non una, ma ben sette volte di seguito durante gli stessi giochi: parallele asimmetriche (squadra obbligatoria, optionals di squadra, individuale all-around, finale dell’evento) e di bilanciamento (optional squadra, individuale all-around, evento finale).

Quando sento parlare di ginnastica artistica  il primo nome che mi viene in mente è quello di Nadia Comăneci. Guardando gli esercizi alle parallele asimmetriche mi emoziono moltissimo e provo una grandissima ammirazione; è difficile non provarne anche per chi come me non comprende molto questo sport. Quello che più mi colpisce e mi lascia a bocca aperta è la naturalezza con cui esegue la prova , come se fosse semplicissima ma in realtà frutto  di talento e di duri allenamenti e sacrifici. Si vede chiaramente sul suo viso la determinazione, l’assenza di paura e la concentrazione di chi vuole vincere.

Raggiunge, non solo la vittoria, ma la perfezione.

Una perfezione tale che neanche il tabellone dei punteggi era programmato per registrare; infatti poteva segnare un massimo di 9,99; così la giuria ha deciso di assegnare 1,00 e moltiplicarlo per dieci volte. La stessa ginnasta era confusa e all’inizio non capì. Nessuno se lo aspettava che quel giorno si sarebbe scritta una pagina di storia.

Ma chi è Nadia Comăneci?

La conosciamo come una leggenda dello sport che ha iniziato la sua carriera a sei anni e che ha vinto praticamente tutto: cinque ori olimpici, tre argenti, un bronzo, due ori mondiali e nove ori europei, solo per citarne qualcuno. È la più giovane e unica atleta ad aver ricevuto l’Ordine Olimpico per due volte. Un altro record che detiene è di essere la più giovane nel mondo della ginnastica ad aver vinto un titolo olimpico, ora l’età minima per poter partecipare è sedici anni. Il suo nome è ispirato alla protagonista di un film che in russo significa speranza e infatti la stessa Nadia deve averne avuta molta.

Le Olimpiadi  le portano  fama e successo ed è motivo di vanto per il suo paese, la Romania, governata all’epoca dal dittatore Ceaușescu. Purtroppo c’è un prezzo da pagare, Nadia viene trattata come un trofeo nazionale da esibire e sfruttare, fu costretta anche a diventare l’amante del terzo-genito del dittatore.

Affrontò momenti difficili e drammatici, come il tentativo di suicidio, ma i suoi successi sportivi continuarono e quando si presentò ai Giochi di Mosca del 1980, nonostante i cambiamenti fisici, vinse due ori e due medaglie d’argento.

Si ritira nel 1984. Temendo che fuggisse dal paese  le furono proibiti viaggi all’estero ma con grande coraggio nel 1989 riesce a scappare e a raggiungere a piedi il confine ungherese ed  infine arriva negli Stati Uniti dove viene accolta come rifugiata politica.

In America si ricostruisce una vita felice, si sposa con un collega ginnasta, Bart Conner, conosciuto proprio nel 1976 e insieme dirigono la Bart Conner Academy; inoltre è impegnata in attività di beneficenza e ricopre una serie di ruoli istituzionali.

Nadia stessa è fiera di essere stata un’apripista per molte donne, soprattutto in considerazione del fatto che la ginnastica è sempre stata uno degli sport dove la categoria femminile è sempre stata presente. La ginnastica, con le parole della Comăneci, è sempre stata simbolo delle donne nel mondo dello sport.

Se Nadia Comăneci, tuttavia, avesse debuttato dopo Pechino 2008, quando il sistema dei punteggi venne cambiato, probabilmente non avrebbe mai fatto la storia.

Con il sistema attuale, sono molti gli atleti che sostengono che ottenere un dieci perfetto sarebbe impossibile.

Allora viene da chiedersi: anche la perfezione è opinabile?

Nadia smette di gareggiare nel 1984, a soli ventidue anni. Il sito ufficiale dei Giochi Olimpici definisce la carriera di Nadia dopo il 1976 “Meno spettacolare rispetto alle aspettative”.

Ho realizzato quindi che forse lo sport è uno di quei campi che possono essere quasi una metafora della vita delle donne. Sfoggiate quando eccellono, ma spesso controllate e con la sensazione di doversi sforzare il doppio di altri per rimanere sempre all’altezza delle aspettative.

Vero, la carriera successiva di Nadia è stata meno eccellente rispetto all’inizio ma se, come dicevamo all’inizio, lo sport ed eventi importanti come i Giochi Olimpici non sono esenti dallo scorrere della storia, nemmeno la vita degli atleti lo è.

Chissà come sarebbe stata la sua carriera se fosse stata un uomo, chissà se sarebbe stata considerata perfetta anche con i punteggi di oggi.

La verità è che forse tutto questo non importa, perché l’immagine di Nadia Comăneci rimarrà sempre la stessa nella nostra mente: una giovane atleta che in pochi secondi ci ricorda che possiamo sorprendere, non solo noi stessi, ma il mondo intero.

Fonti:

https://www.olympic.org/nadia-comaneci

https://www.bustle.com/articles/177062-where-is-nadia-comaneci-now-life-since-the-olympic-gymnasts-historic-perfect-10-has-been-full

https://www.britannica.com/biography/Nadia-Comaneci

https://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/altrisport/2011/11/10/visualizza_new.html_641081745.html

https://youtu.be/Yi_5xbd5xdE


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