The people’s princess: quella volta che ho chiesto ad un inglese di Lady Di

di Camilla Magnani

Il primo luglio di cinquantanove anni fa nasceva Diana Frances Spencer, nota al mondo come Diana, princess of Wales, Lady Diana o semplicemente Lady Di.

Un’icona, una donna che entrando a far parte della famiglia reale inglese e sfruttando la propria popolarità per fare del bene, ha posto più volte il sistema monarchico sotto i riflettori, facendosi amare e allo stesso tempo instillando nel pubblico dubbi sulla royal family più famosa del mondo.

Cresciuta a strettissimo contatto con i Windsor, con cui ha trascorso moltissimo tempo sin da bambina, era quasi inevitabile il suo matrimonio con l’erede al trono, Charles o, Carlo, se vi piace di più. Diana, o anche “Shy Di” per la sua timidezza, è stata la prima donna inglese a sposare un erede al trono dopo circa trecento anni. Il matrimonio, celebrato il 29 luglio 1981 è stato un evento seguitissimo e la coppia diventò subito una vera e propria sensation per i media di tutto il mondo.

L’instancabile impegno umanitario, il suo distacco dalla famiglia reale prima e la successiva tragica morte, l’hanno resa, sotto gli occhi di molti, un vero e proprio mito.

Un’intervista di Victoria Lautman a Tina Brown, autrice della biografia The Diana Chronicles e una delle ultime persone a vedere viva la principessa di Galles, rivela che nonostante la fama planetaria, la figura di Diana Spencer sia stata percepita in maniera diversa nelle differenti parti del mondo:

What people in Africa and Asia and America saw in Diana was a unique combination of glamour, empathy, and good intentions. After all, why was a princess bothering to visit an AIDS ward in Harlem, or a wretched rundown hospital in Angola, or leprosy clinic in Indonesia unless she cared, unless she wanted to send a message of compassion, unless she felt her presence would shine a light in dark places?

Tina Brown

A casa sua, invece, nel Regno Unito passò circa un decennio prima che la visione di Diana evolvesse, probabilmente perché troppo influenzata dai danni causati dai tabloid inglesi che troppo spesso e persino attualmente, sarebbero disposti a tutto, persino ad inventare storie decisamente al limite della credibilità e della decenza, per poter partorire uno scoop.

Quindi mi sono chiesta: perché non cercare di comprendere meglio cosa sia stata Lady Diana per il Regno Unito? Come se la ricordano gli inglesi?

Proprio per questo ho deciso di fare qualche domanda al mio ragazzo, inglese, nato nel 1989, e alla sua famiglia, che ringrazio moltissimo per l’aiuto.

Disclaimer: ovviamente questa “intervista” non vuole parlare a nome di tutto il popolo britannico, ma cerca semplicemente di vedere più da vicino una figura importante, la cui morte ha segnato la storia del Regno Unito e del mondo e che, per molti versi, risulta ancora misteriosa; la visione che leggerete ora è chiaramente influenzata da diversi fattori: il fatto che al Nord le persone amino davvero poco la monarchia e una certa fascinazione del mio ragazzo per alcune teorie cospirazioniste, che io sinceramente non sposo, ma trovo molto interessanti perché raccontano comunque qualcosa della società che le ha prodotte.

Che cosa ti ricordi e che cosa ricorda la tua famiglia del matrimonio di Carlo e Diana?

Io ovviamente non ero ancora nato, però mi ricorderò sempre del vassoio commemorativo con le facce dei novelli sposi, che mia nonna usava per mangiare e della tazza che mio nonno conserva ancora.

Mio padre aveva solo quattordici anni e proprio in quel mese anche sua sorella si sposava quindi si ricorda vagamente, però dice che tutti avevano comprato qualcosa per celebrare il matrimonio reale, anche se solo un ninnolo.

Credi che il fatto che fosse un matrimonio voluto dall’alto trasparisse anche prima del loro divorzio?

Assolutamente sì, se parliamo di “matrimonio combinato” questo era decisamente il caso. Era abbastanza evidente perché tutti sanno che all’interno della famiglia reale non si può certo sposare chiunque si voglia, soprattutto per una questione di sangue nobile. Basti pensare che il loro matrimonio fu appena il loro quattordicesimo appuntamento e che Carlo sin da subito avrebbe voluto stare con Camilla Shand (ora sua moglie) ma i tempi non erano ancora maturi perché un erede al trono potesse sposare una donna divorziata e con figli; Diana, quindi, era sicuramente la candidata perfetta.

Alcuni matrimoni della famiglia reale però a me sembrano più autentici quindi non è detto che il sistema sia completamente marcio, guarda l’unione e la complicità di William e Kate o addirittura il matrimonio di Harry e Meghan; sicuramente un’attrice americana divorziata e di colore non rientra nella schiera delle perfette candidate.

Okay, allora, qui arriva il bello secondo me. Questo è quello che penso io, almeno, riguardo al matrimonio di Harry e Meghan. Molti sospettano che Harry non sia davvero di sangue reale, ma figlio di un uomo di nome James Hewitt con cui Diana avrebbe avuto una relazione. Basta guardare le foto, a chiunque verrebbe il dubbio.

Quindi io credo che Harry sia stato usato dalla famiglia reale per far sembrare la famiglia un po’ più moderna e “trendy” perché in qualsiasi caso non farebbe proprio parte della linea di successione, non essendo di sangue reale, ma non lo diranno mai perché è troppo imbarazzante.

Che la monarchia britannica debba svecchiarsi un po’ è certo, anche se penso che abbiano lasciato più libertà a Harry perché non sarà mai re, considerando i mille figli di William.

Ma continuando a parlare dell’immagine della famiglia reale… essendo Diana così amata, credi che abbia messo un po’ in ombra gli altri membri, come ad esempio il marito e legittimo erede al trono?

Sì, lei ha decisamente messo in ombra gli altri membri della famiglia reale considerando anche che in genere non amiamo molto la monarchia, ma Diana…. Mi ricordo che tutti, anche a quel tempo, sembravano amare Diana. Anche la mia famiglia, a cui non piace la famiglia reale, amava Diana. Era considerata la “People’s princess”, tutti la amavano, lasciando quindi in secondo piano suo marito, colui che diventerà re.. Anche se non penso che succederà mai.

Perché tutti la amavano e i media la seguivano così tanto? Credi che fosse per la sua genuinità?

Penso che tutti fossero attratti da lei perché era la principessa della gente e mio padre dice che era evidente che amasse la telecamera. Forse sapeva che non fosse una buona cosa in ogni senso far parte della famiglia reale, soprattutto con tutta quell’esposizione mediatica, ma la sfruttava per fare del bene; Me la ricordo in televisione sempre circondata da bambini africani e anche se ero piccolo ricordo il suo attivismo contro le mine antiuomo, credo che avesse un’organizzazione di beneficenza. Era ovunque nei media. Penso che la gente la ammirasse molto perché a differenza del resto della famiglia reale lei sembrava più vera, più come una persona normale.

è vero che caratterialmente sembrava più autentica e genuina, una persona normale, però c’è da ammettere che quello che faceva e tutta la sua dedizione non sono da persona normale (e menomale), non credi?

Sì, è vero, credo che la mia sia un’impressione legata al vederla spesso in TV, al vedere le sue interviste. Amava la telecamera ed era un portento con la stampa. Sembrava felice, sempre scherzosa e divertente. O forse anche il fatto che la sua vita privata fosse spesso messa alla mercé di tutti, la faceva sembrare più umana. Il fatto che fosse così tanto esposta mediaticamente faceva sentire le persone più vicine a lei, come succede spesso. La gente si fidava di lei. Al contrario di ciò che in genere viene da pensare della famiglia reale, che è molto impostata, lei sembrava un po’ più ribelle, non sembrava le importasse essere legata in tutto e per tutto al protocollo. Probabilmente aveva capito che tutto il sistema era abbastanza assurdo.

Sapevi del fatto che Lady D dietro le quinte fosse una persona davvero molto timida, con una bassa autostima e che soffrisse addirittura di disturbi alimentari? La mentalità è probabilmente cambiata, ma a volte la stampa sa essere molto crudele, e spesso lo è stata e lo è ancora, non lasciando scampo a qualcuno di ineccepibile come dovrebbe essere la famiglia reale. Pensi che queste fragilità unite a tutto lo stress a cui era sottoposta, sarebbero prese di mira o esaltate dai giornali del 2020?

Al tempo la stampa era molto controllata per quanto riguardava l’immagine della famiglia reale, quindi qualsiasi cosa succedesse di negativo o che implicasse che si trovasse male in quell’ambiente (come ad esempio il fatto che soffrisse di depressione), non avrebbe probabilmente trovato posto all’intero dei giornali. Il gossip forse non ne danneggiava l’immagine, ma quasi certamente non la fece sentire bene.

Forse ora sarebbe diverso perché si parla più apertamente di certe cose e alcuni temi, come la salute mentale, sarebbero perfetti all’interno della “royal family’s agenda”, aiutandoli nel viaggio verso il ventunesimo secolo.

Al giorno d’oggi si parla tanto di influencer. Credi che Diana abbia influenzato una generazione di ragazze e donne? E che in qualche modo continui a farlo?

La mia famiglia fa parte della cosiddetta working class, quindi sicuramente noi non ci siamo mai sentiti influenzati in questo senso, perché erano due universi molto diversi. Mio padre, tuttavia, pensa che la sua influenza possa essere arrivata nelle classi sociali più alte. Mia madre aveva un anello simile al suo e diceva che molte ragazze ne imitavano il look.

Dopo il divorzio Diana ha continuato a servirsi del titolo di principessa di Galles e degli uffici reali per le sue attività. Un po’ come se il divorzio fosse sempre stato solamente da un uomo ma non dal ruolo. Questo ha destato confusione all’epoca? 

Non credo che abbia confuso il pubblico, ma forse ha infastidito qualcuno (la famiglia reale probabilmente). Credo fosse una questione di pubbliche relazioni comunque, per poter continuare a fare il lavoro per gli enti di beneficenza. Era meglio, le dava più visibilità.

Come era vista nel ruolo di madre?

Penso fosse vista in maniera positiva per quello che ricordo e negli anni recenti, se ne parla particolarmente bene proprio per questo motivo. Mia madre la ricorda davvero come una brava mamma, che cercava di tenere a bada la stampa almeno con i ragazzi.

I miei genitori inoltre ricordano che le era vietato viaggiare con i figli.

So che non aspetti altro che parlare di questo… Il padre di Dodi Fayed, il compagno di Diana al momento dell’incidente che uccise entrambi il 31 agosto 1997, sostiene l’idea che ci fosse della premeditazione, quasi un complotto. E non è il solo.

Okay, arriviamo alla roba interessante ora. In molti pensano che ci sia una cospirazione, ossia, che sia stata uccisa di proposito. Alcuni credono che fosse perché era incinta, anche se non penso che sia così. Ed è proprio qui che la faccenda diventa intrigante.

Credo che tutto sia particolarmente folle e sinistro. La famiglia reale è ossessionata con il protocollo e la ritualità, guarda a tutto il simbolismo che c’è dietro alle loro cerimonie, a ciò che indossano e a quello che dicono. Alcuni pensano che la morte di Diana possa avere a che fare con la venerazione di Lady D come una divinità. Certe persone credono che avvengano rituali sinistri (satanici direi) a Balmoral Castle, una delle residenze reali in Scozia, e che Diana facesse parte di tutto questo, essendo all’interno della famiglia reale. Si dice che ovviamente lei sapesse troppo e fosse estremamente contrariata da questi riti.

Forse avrebbe voluto raccontare qualcosa, ed è per questo che credo che in diverse interviste a quanto pare lei ha ammesso di sentirsi seguita, perseguitata dalla famiglia reale e che pensava che l’avrebbero uccisa. Chi crede a questa teoria vede nella morte di Diana una sorta di sacrificio religioso e che il tunnel dell’incidente fosse stato trasformato in un luogo di venerazione.

Comunque sia, molte persone scomode collegate a Diana sono morte e alcuni credono che sia stato proprio per mantenere pulita l’immagine della famiglia reale. Ad esempio, è noto il suo amore per il responsabile della sicurezza reale, Barry Mannakee, allontanato da lei nel 1986 e morto in un incidente molto sospetto l’anno successivo.

Aldilà delle teorie cospirazioniste, sembra che tutti siano d’accordo sul fatto che sia stata tenuta in quel tunnel per parecchio tempo prima di essere portata all’ospedale, essendo sì che non è morta sul colpo. Anche chi crede che sia semplicemente un incidente, pensa che sia un po’ strana questa cosa. Mi ricordo che sui giornali la colpa veniva data ai paparazzi perché seguivano la macchina e facevano foto. Tuttavia, in un’intervista un ragazzo che era solito ascoltare la radio della polizia e delle ambulanze, ammise di non aver sentito nulla di particolarmente degno di nota quella notte. E apparentemente le telecamere di sicurezza sul luogo dell’incidente ebbero un guasto in quel lasso temporale. O almeno, questo è ciò che alcuni riportano.

Ci sono molti documentari che parlano di questa storia e mi ricordo che nelle settimane successive a quel giorno non si faceva altro che parlare di una misteriosa macchina bianca che li seguiva.

(Ride) Comunque vorrei dire che è appena andata via la corrente e continuo a sentire allarmi ovunque, secondo me qualcuno ha sentito quello che sto dicendo e tra poco mi portano via.

La morte di Diana e il suo funerale sono stati due eventi traumatici, non solo per il paese, ma per il mondo intero. Cosa ricordi di quel giorno?

Il giorno in cui è arrivata la notizia della sua morte, ricordo che ero con la mia famiglia in Galles, eravamo in vacanza col camper. Mio fratello, essendo più grande, se lo ricorda meglio e mi ha sempre detto di essersi svegliato e che il suo amico Ian che viveva dall’altra parte della strada, è corso da lui e gli ha detto: “Joe, la principessa Diana è morta”, lasciandoci tutti scioccati.

La reazione pubblica è stata enorme, era continuamente alla televisione e mi ricordo che c’erano fiori ovunque.

La notizia era ovunque e veniva ripetuta costantemente, anche nelle settimane successive. Me lo ricordo benissimo perché io e mio fratello Joe abbiamo guardato in televisione il funerale, era una grande processione molto triste. Mia madre era al telefono con mia nonna nel frattempo e ricordo che le diceva di essere molto orgogliosa di quanto fossimo bravi, rispettosi e silenziosi. Io ero molto felice perché mi sembrava di fare per la prima volta una cosa da grande, quindi me lo ricordo molto bene.

La sua morte così traumatica, sembra aver instillato in qualche modo dubbi sul sistema monarchico del governo inglese, considerato come inutilmente datato. Credi che questo tipo di ragionamenti sia ancora presente nonostante alcuni recenti tentativi della monarchia inglese di essere al passo coi tempi?

Cercano ancora di essere al passo dei tempi, vedi il matrimonio di Harry e Meghan, come dicevamo. Sinceramente io penso che la famiglia reale sia assolutamente antiquata e non ce ne sia più bisogno, indipendentemente dalla morte di Diana.

Da straniera, però, ho sempre avuto l’impressione che la famiglia reale fosse molto amata nel Regno Unito e credo di non essere l’unica. Ed è sicuramente una buona fonte di business, per il turismo e per tutta la fascinazione che ne consegue. Non credi che senza di loro perdereste una bella fetta di interesse o comunque di entrate economiche?

Mah, sì, forse. Però ci sono sempre i Beatles.

Fonti:

https://www.britannica.com/topic/Tina-Brown-on-Princess-Di-1958497

https://www.britannica.com/biography/Diana-princess-of-Wales

https://www.royal.uk/diana-princess-wales


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