Inside Out: i complessi rapporti tra le emozioni umane

di Costanza Demaestri

Vi capita mai di guardare qualcuno e chiedervi cosa gli passa per la testa? Be’, io lo so. So cosa passa nella testa di Riley.

Così inizia Inside Out uno dei film più belli e profondi della Pixar, vincitore anche dell’Oscar come miglior film d’animazione nel 2016.
Il film racconta la storia e i cambiamenti dell’undicenne Riley e delle cinque emozioni che vivono nel quartier generale nella sua testa: Gioia, Tristezza, Paura, Disgusto e Rabbia.

La scienza dietro Inside Out

Ognuna di loro, attraverso una consolle, ha un compito da svolgere.
Gioia: ottimista, determinata, a volte anche un po’ fastidiosa, si assicura che la protagonista sia sempre felice; Paura, sempre stressato e sull’orlo di una crisi di nervi, la protegge tenendola lontana dai pericoli; Disgusto è snob e impedisce che la bambina subisca avvelenamenti alimentari e sociali; Rabbia, pronto a esplodere a ogni minimo affronto, la difende dalle ingiustizie; Tristezza, buffa e goffa, sembra essere l’unica a non aver un ruolo specifico e anche per questo viene tenuta in disparte da Gioia che non ne capisce l’utilità.

Quando ho visto il film per la prima volta ho pensato: “Se Tristezza si trova lì, vuol dire che ci sarà una ragione, giusto?
La risposta è sì, ma ci arriverò tra poco.

Uno degli aspetti che più mi è piaciuto di Inside Out è il mondo emotivo creato all’interno della mente della protagonista: infatti, ogni volta che Riley compie un’azione e un’emozione agisce, nasce un ricordo. Alcuni sono più importanti (i così chiamati ricordi base) e alimentano le isole della personalità che definiscono l’identità della protagonista.
All’inizio tutto procede per il meglio: Gioia, la prima ad essere creata, è la leader del gruppo e il suo obiettivo di rendere la bambina felice sta riuscendo, ma all’improvviso la situazione cambia e tutti dovranno affrontare degli ostacoli per ritrovare il sorriso.

Inside Out - Film (2015) - MYmovies.it

Questo gioiellino della Pixar ritrae  tutti i personaggi, non solo quelli principali, meravigliosamente e mostra quanto profondi possono essere i sentimenti e soprattutto quanto questi non debbano essere sottovalutati. Come Bing Bong, l’amico immaginario di Riley, che non aspetta altro che la protagonista si accorga nuovamente di lui. 

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Inside Out ci insegna che non si può essere felici in ogni momento della nostra vita ed è proprio attraverso Gioia che capiamo il ruolo importante di Tristezza nel gruppo: la tristezza aiuta a ricordare i periodi belli del passato e questo può essere doloroso, nostalgico, ma ci fa anche capire cosa ci rende felici.  
Piangere ci permette di sfogare le preoccupazioni e cercare conforto nelle persone a cui  vogliamo bene.

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Anche quelle emozioni considerate “negative”, come la tristezza, la rabbia e la paura, hanno elementi postivi e sono estremamente importanti: per esempio la paura è negativa quando ci paralizza e ci impedisce di fare ciò che vogliamo e proprio perché troppo spaventati prendiamo a volte decisioni sbagliate, ma è anche positiva poiché ci mantiene al sicuro permettendoci di riconoscere i pericoli.

Il finale del film ci mostra così un quartier generale rinnovato, perché crescere significa provare emozioni più complicate, mature e, proprio per questo, bellissime.

Inside Out” e le isole della personalità

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