Pettegolezzi londinesi e vere mogli in soffitta: ciò che forse non sapete su Jane Eyre

di Camilla Magnani

Impossibile fare una passeggiata quel giorno

Questo è l’incipit di Jane Eyre. E mi rendo conto che non c’entra assolutamente nulla con ciò che sto per raccontarvi. Ma riprendere in mano il libro per scrivere quest’articolo e leggere quella frase mi ha fatto un po’ ridere, lo ammetto. Ah Jane, quanto ti capiamo.

Tralasciando la mia davvero pessima ironia, il motivo per cui oggi parliamo di questo classico della letteratura inglese è perché il 21 aprile di duecentoquattro anni fa a Thornton, nello Yorkshire, nasceva Charlotte Brontë.

Una famiglia di stelle, in effetti, la sua, ma per saperne di più vi rimando alla splendida puntata del podcast Morgana, di Michela Murgia, che potete trovare qui.

Oggi io, invece, vi voglio parlare di qualche curiosità riguardo l’autrice e il suo celebre romanzo.

La prima edizione di Jane Eyre fu pubblicata nel 1847, come spesso si usava fare, sotto lo pseudonimo maschile di Currer Bell. Se leggete l’edizione Oscar Classici Mondadori, come ho fatto io, in appendice troverete un saggio di William M. Thackeray, l’autore di “La fiera della vanità” e “Le memorie di Barry Lyndon”, libro su cui è basato il celebre film di Kubrick.

Ma che legame c’è tra Thackeray e Charlotte Brontë? Si dà il caso che il primo fosse praticamente un eroe per la giovane Charlotte. Lo adorava a tal punto che la casa editrice che pubblicò Jane Eyre (Smith, Elder & Co.) inviò una copia a Thackeray ancora prima dell’uscita ufficiale del romanzo. Lui rispose con molto entusiasmo e Charlotte fu talmente felice da decidere di dedicare la seconda edizione di Jane Eyre al suo eroe.

E voi direte, e quindi?

La dedica, nonostante le buone intenzioni di Charlotte che voleva semplicemente omaggiare il suo “idolo”, creò, tuttavia, parecchio scompiglio all’epoca.

Forse in pochi sanno che il nostro amico William Thackeray aveva una moglie mentalmente instabile da cui non riusciva a divorziare e che ha dovuto rinchiudere, alcuni dicono in un istituto, secondo altri, addirittura in una stanza remota della sua casa londinese.

Vi ricorda qualcuno?

Già, proprio l’amore della vita della nostra Jane e uno degli uomini più noti dei romanzi inglesi d’epoca vittoriana: Mr. Rochester, che teneva chiusa in soffitta la moglie diventata pazza a tal punto da attentare più volte alla sua vita.

Proprio per questi parallelismi con Mr. Rochester e per la dedica a Thackeray, nella società londinese del tempo cominciò a correre voce che l’autore del libro (ancora Currer Bell all’epoca) fosse, proprio come Jane Eyre, una governante di casa Thackeray che prese ispirazione dalla triste vicenda dello scrittore per creare il personaggio di Rochester.

Quindi quello che voleva essere un complimento, un omaggio, diventò un enorme motivo di imbarazzo per la già timidissima Charlotte.

Si racconta, infatti, che lo scrittore la invitò ad un party a Londra nel 1849 e che lei fosse così nervosa da non riuscire né a mangiare né a parlare con nessuno dei presenti.

Il pettegolezzo, tuttavia, nonostante non prendesse assolutamente ispirazione dalla vita di Mr. Thackeray, si basa su un fatto realmente accaduto.

C’è molto di autobiografico nel capolavoro di Charlotte Brontë. L’orrendo collegio che Jane frequenta per anni si ispira a quello dove sono state chiuse Charlotte e le sorelle durante la loro gioventù. Proprio come Jane, poi, la scrittrice diventò governante e istitutrice per una ricca famiglia.

E fu visitando una casa nei dintorni del suo posto di lavoro che scoprì dell’esistenza di Mary, una donna che, dopo aver perso completamente la ragione, fu rinchiusa nella soffitta dell’immensa villa Norton Conveyers.

Dopo secoli in cui la stanza fu considerata unicamente una leggenda, nel 2004 i proprietari la scoprirono, ritrovando una scala segreta nascosta dietro dei solidi pannelli.

E se vi piacciono le cose un po’ inquietanti, se capitate nel North Yorkshire, non potete che fare un salto a visitare la “Mad Mary’s room”.

Fonti:

https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/books/news/loft-that-inspired-jane-eyres-madwoman-in-the-attic-open-for-public-tours-9661503.html

https://sites.lib.byu.edu/special-collections/2011/07/08/thackeray-and-charlotte-bronte/

http://nortonconyers.org.uk/visitors.html

Marilena’s Journal


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