Tutta bruciata d’amore per Dio

di Eleonora Refinetti

In puntate precedenti, vi abbiamo parlato delle donne conosciute ai più come figlie di Belzebù: le streghe. È nota la persecuzione che la Chiesa cattolica ha perpetrato nei confronti di queste donne durante il Medioevo (per approfondire clicca qui). Appare forse paradossale pensare che, negli stessi secoli alcune donne, che fino ad allora non avevano avuto alcun ruolo all’interno della Chiesa, riuscirono a conquistarsi un ruolo da protagoniste. Ancor più paradossale è che lo abbiano fatto parlando di Dio in termini davvero molto…intimi.

È il caso di Santa Teresa d’Avila, vissuta in Spagna nel XVI secolo, fondatrice dell’ordine dei Carmelitani Scalzi. Figlia di ebrei convertiti, è stata tra i protagonisti della Controriforma Cattolica, ma ciò nonostante, non dissimilmente da quanto ritenuto dai protestanti, fu sostenitrice dell’idea che la preghiera costituisse la via di accesso principale a Dio. Tuttavia, non fu per questo che la Santa rischiò di essere esorcizzata, quanto piuttosto per il rapporto che intrattenne con Dio. Nella sua Autobiografia, la Santa descrive i suoi momenti di estasi con le seguenti parole: 

Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. Il dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l’angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio.

Data la natura evidentemente erotica dei contenuti, ci fu qualche malpensante che riteneva che le visioni della monaca fossero in realtà frutto di possessione demoniaca. Per fortuna di Teresa, tale tesi fu smentita grazie all’intervento di un frate francescano, intervento che permise a Teresa di dar vita al suo progetto di Riforma dell’ordine Carmelitano. 

Altra visionaria e riformatrice della Chiesa fu Ildegarda Von Bingen, proclamata Santa nel 2012 da Benedetto XVI. Suora benedettina tedesca vissuta tra il 1098 e il 1176, la sua opera spaziò in diversi campi del sapere umano: Ildegarda si occupò di teologia, cosmologia, medicina e poesia, e fu inoltre una prolifica compositrice musicale.

L’Universo secondo Ildegarda.

ricorda qualcosa?

 Si scontrò apertamente con la Chiesa Cattolica in merito alla vita claustrale condotta dai monasteri, facendosi promotrice di una predicazione che fosse in contatto diretto con il popolo dei fedeli, e dunque rivolta all’esterno; donna di singolare coraggio, non fece mai passi indietro (sì, ci dispiace Ama) nemmeno davanti all’Imperatore Federico Barbarossa, quando questi propose due antipapi ad Alessandro III. Il suo dono profetico venne riconosciuto addirittura da papa Eugenio III, il quale la autorizzò a predicare in pubblico, fatto allora del tutto singolare per una donna. Degno di nota è  il fatto che Ildegarda parlò anche di un argomento da sempre tabù per i cattolici: la sessualità. La sua attenzione verso il corpo umano e verso le sensazioni è dovuta sia all’esperienza delle visioni che alla sua concezione dell’uomo come microcosmo che riproduce il macrocosmo, e partecipa dunque dell’armonia divina. Ed è nei termini di un atto che rispecchia in pieno l’armonia divina che Ildegarda descrive l’atto di amore tra uomo e donna (sì, ci dispiace, solo rapporti etero: è comunque Medioevo): 

Quando una donna fa l’amore con un uomo, sentendo un senso di calore nel cervello che porta alla gioia dei sensi, comunica il gusto di quella delizia durante l’atto e stimola l’emissione del seme dell’uomo. E quando il seme è caduto nel suo luogo naturale, quell’ impetuoso calore discende dal cervello della donna e attira il seme e lo trattiene, e presto gli organi sessuali della donna si contraggono e tutte quelle parti che sono pronte ad aprirsi durante il periodo mestruale adesso si chiudono, nello stesso modo in cui un uomo forte può tenere qualcosa stretto in un pugno.

Forse meno popolare oggi, e decisamente meno fortunata rispetto alle prime due, è stata Margherita Porete, teologa e scrittrice belga operante in Francia nel XIII secolo. Poco si sa della vita della religiosa: molti la considerano una beghina, ossia una donna che, senza aver preso i voti, conduceva una vita itinerante di tipo monastico.  Il suo libro, Lo Specchio delle anime semplici, le costò la condanna per eresia. Peculiarità dell’opera è quella di avere come protagoniste tre figure femminili, Anima, Dama Amore e Dama Ragione, attraverso il dialogo delle quali la scrittrice esprime le proprie idee in merito alla vita, alla fede, a Dio e all’amore. Il testo si struttura come un romanzo cavalleresco di tipo allegorico: come il romanzo, è scritto in lingua volgare e non in latino, e Dio viene rappresentato come l’amante lontano ma presente nel cuore dell’autrice, facendo eco all’idea dell’amor de lohn cantato dalla poesia trobadorica. Nello Specchio, Margherita individua una posizione di signoria femminile e pone coloro che hanno un rapporto libero e diretto con Dio al di sopra della Chiesa da un punto di vista spirituale. Con una tesi siffatta, aggravata dal fatto di trattare temi teologici nonostante fosse donna, Margherita aveva firmato di fatto la propria inevitabile scomunica e condanna a morte. Tuttavia, la religiosa non venne mai meno alle sue idee e alle sue convinzioni: per oltre un anno rifiutò di presentarsi davanti al tribunale dell’Inquisizione, e quando affrontò la morte, difese fino all’ultimo il proprio manoscritto, che bruciò con lei sul rogo. Tuttavia, le fiamme non furono sufficienti a distruggere Margherita: la sua opera, considerata un prezioso manuale di spiritualità, verrà copiata segretamente e in forma anonima in monasteri e abbazie, fino a giungere ai giorni nostri.

sitografia:

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/margherita-porete/

https://it.wikipedia.org/wiki/Teresa_d%27Avila

http://www.ereticopedia.org/margherita-porete

http://freedamedia.it/2017/05/02/ildegarda-di-bingen-la-santa-che-per-prima-scopri-la-sessualita-femminile/?fbclid=IwAR3QT53rEZnltCPpk_iSi_DZjNJUcEVxhSmym63-AE5xS1CCyjHsFoA477g


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