Donne e potere: problemi importanti che la me quasi adulta cerca di affrontare

di Veronica Pallavera

Lascerò statistiche e rilevamenti della presenza femminile in politica nei link alla fine di questo articolo.

Non sono una giornalista, non ho studiato statistica, sono solo una cittadina (quasi) informata. E no, non farò come le “mamme informate” che non vaccinano i figli. Però oggi vorrei parlare di percezione della donna accostata al potere e di come – e perché – questo scateni tanto fastidio, se non addirittura violenza. E anche di come, dal lato opposto, le donne in politica vengano viste come una benedizione in essere, dando per scontato che il loro sesso le ponga automaticamente dalla parte giusta: la parte delle donne.

Dati questi preamboli roboanti e niente affatto divertenti, farò il possibile per rendere quanto segue quanto meno frizzantino.

Diamo quindi inizio alla cena.

Per ragioni piuttosto comprensibili, se penso all’odio in politica penso a Laura Boldrini.

Foto Vincenzo Livieri – LaPresse 10-01-2018- Roma Politica Laura Boldrini ospite a Otto e mezzo. Nella foto Laura Boldrini Photo Vincenzo Livieri – LaPresse 10-01-2018- Rome Politics Laura Boldrini guest at Otto e mezzo tv show. In the picture Laura Boldrini

Prima ancora di dare come risultato esilaranti meme, infatti, la somma di internet e discussione politica sfocia nell’odio. Non farò un pippotto sull’odio in politica. Ringraziatemi.

Dicevamo, Laura Boldrini è stata – ed è in misura minore tutt’ora – catalizzatrice di gran parte di questo rigurgito primitivo di risentimento. Avevo vent’anni quando per la prima volta mi sono chiesta ma perché? Perché la odiano? E perché io no? Mi sto perdendo qualcosa?

Oggi, sei anni dopo, sto ancora cercando una risposta.

Benedetto della Vedova scriveva su Il Post:

Laura Boldrini, piaccia o no, è una donna laica, femminista, gay friendly, tollerante, internazionalista, multilateralista, democratica, libera: l’esatto opposto dei terroristi e della loro cultura identitaria, maschilista, religiosamente fanatica, autoritaria, omofobica, imperialista, bigotta, razzista. Laura Boldrini rappresenta molto di quello che i terroristi temono e quindi odiano.

Colei la quale è stata definita da impavidi commentatori amica dei negri rappresenta di fatto tutto ciò contro cui l’integralismo religioso combatte.

E infatti, circa tre anni fa una simpatica commentatrice esclamava:

portando alla luce un magnifico paragone tra infedeli e traditori – della Patria, ovviamente e dove la Patria è uguale a Dio, ma va be’, va be’, andiamo avanti con un altro amabile commento:

Ti porterei i tuoi immigrati in casa e ti farei saziare bene.” Ed è qui che volevo arrivare. Che l’essere progressisti non sia particolarmente di moda di questi tempi non è certo una novità, però pare che essere progressista e per di più donna per alcuni equivalga ad avere una inguaribile voglia di ca…carciofo… e che quindi tu non sia degna di benché minimo rispetto in quanto essere umano.

Vieni a tal punto disumanizzata da poter prendere le sembianze di una bambola gonfiabile sul palco di un comizio: un oggetto di plastica dal volto sformato, creato per il solo piacere maschile.

Laura Boldrini viene attaccata quindi solo in quanto donna? Certo che no. Non credo di avere le competenze per indicare pedissequamente tutte le ragioni che hanno reso Laura Boldrini il capro espiatorio di ogni male avvenuto in questo paese dalla sua elezione a Presidente della Camera fino ad oggi (pur essendo lei ora una semplice deputata). Si può di certo dire che Laura Boldrini sia una donna scomoda, sicura di sé e combattiva, quindi antipatica.

Un giorno chiesi a mio padre [elettore di sinistra, ndr.] “ma perché non sopporti la Boldrini?” Mi rispose “non lo so, ma ha sempre la faccia incazzata.”

E questa è una delle facce della medaglia. Facendo ricerche per scrivere questo pezzo mi sono imbattuta nel lato opposto: quello dell’esaltazione dell’intero genere.

Alessandro Aleotti su Linkiesta sostiene che la modernità dovrebbe essere all’insegna di una leadership femminile dal momento che

Cosa sono, se non comportamenti riconducibili a un archetipo femminile, quelle necessità del presente che vanno dall’attitudine multitasking che satura la produttività del tempo, alla dote di sensibilità che si declina in una maggior attenzione al linguaggio; dal rispetto ambientale che si concretizza nella riduzione degli sprechi, alla particolare dedizione verso le filiere dell’economia circolare e così via? È ben vero che gran parte dei ruoli apicali sono ancora occupati da uomini, ma il motore della modernizzazione è indubbiamente in mani femminili.

Aleotti ci parla di un archetipo femminile multitasking, attento al linguaggio, all’ambiente e alle filiere dell’economia circolare. Saremmo quindi legittimate alla leadership in quanto esseri superiori, dotati di poteri mirabolanti che abbiamo allenato stirando e guardando Beautiful contemporaneamente.

Quando noi donne diventeremo esseri umani e – pertanto – portatrici degli stessi pregi e difetti, degli stessi oneri ma anche degli stessi onori dei nostri colleghi maschi?

In altre parole, quando una donna di potere verrà considerata – nel bene e nel male – tale quale ad un uomo di potere?

Cinzia Sciuto su Transform Italia afferma

Che una donna occupi una posizione di potere non è in sé una buona notizia per le donne.[…] Essere giudicate per quello che facciamo (che può essere bello o brutto, progressista o conservatore, più o meno dalla parte delle donne) e non per quello che abbiamo fra le gambe è un diritto per il quale abbiamo combattuto a lungo.

In conclusione, penso sia chiaro a voi quanto lo è a me, quanto io non abbia gli strumenti per concludere la questione (esiste davvero qualcuno che li possiede?) e decido di chiudere facendo mia una richiesta di Cinzia Sciuto, cioè la creazione di 

Una grande inchiesta sulle donne e la politica, che cerchi di indagare scientificamente se è vero per esempio che c’è un riflusso delle donne nella vita privata e cosa accade lungo il percorso di impegno politico delle donne che possa spiegare il perché a un certo punto la loro presenza diventi sempre più rada. Una inchiesta che indaghi quali sono gli ostacoli a una loro reale partecipazione, ostacoli che possono ovviamente ben essere rappresentati anche da una politica (ma anche un sistema economico, mediatico ecc) costruita a immagine e somiglianza degli uomini.

Articoli citati:

https://www.linkiesta.it/it/article/2020/01/22/donne-potere-lilli-gruber-libro/45131/

http://temi.repubblica.it/micromega-online/donne-e-potere-donne-di-potere/

Altri link:

https://www.agi.it/saperetutto/donne_in_politica_gender_gap-4690512/longform/2018-12-02/

https://associazione.openpolis.it/dossier/trova-lintrusa/

https://www.agi.it/estero/molestie_sessuali_donne_dipendenti-6895532/news/2020-01-16/


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