La fuga di Agatha

Di Giulia Carniglia

agatha christie fuga dissociativa

Chi di noi non vorrebbe vivere due vite? Chi non ha mai sognato, magari ad occhi aperti, come sarebbe potuta essere la sua vita se avesse preso una scelta diversa? Un po’ come “The Sliding Doors” o “La Donna che visse due volte”. 

Ecco, Agatha Christie lo ha fatto. In molti si sono interrogati su quanto accaduto. 

Alla fine del 1926, il marito, Archie, chiede alla scrittrice il divorzio perché innamorato di Nancy Neele. Il 3 dicembre, Archie lascia la moglie e abbandona la casa per tornare da Nancy. Quella stessa sera, Agatha lascia una lettera alla propria segretaria dicendo che avrebbe passato il weekend nello Yorkshire. Poco dopo, la sua macchina viene ritrovata vicino ad una cava di gesso con una patente di guida scaduta al suo interno e dei vestiti. 

Fermi tutti, fan di Doctor Who, nessuna vespa gigante aliena è stata maltratta in questa storia. 

Comincia una ricerca che impiega oltre mille agenti e quindici mila volontari oltre alla partecipazione di Sir Arthur Conan Doyle che interroga persino una medium per trovare la Signora dei Gialli. Ma le ricerche sono lunghe e il primo ministro inglese fa molta pressione sulle forze di polizia mettendo all’opera l’altra grande forza del Regno Unito, la Stampa. Fa scrivere un articolo offrendo una ricompensa di cento sterline a chi la ritroverà. 

Undici giorni dopo, allo Swan Hydropathic Hotel, una donna la riconosce come la grande scrittrice di gialli. Controllando i registri di entrata, però, non trovano nessuna Agatha Christie ma solo Teresa Neele (guarda caso il nome dell’amante del marito). 

Ora, su questa vicenda si sono sprecati tantissimi pareri ma Agatha non ha mai sciolto il mistero, nemmeno nella sua autobiografia. 

Una volta trovata, la polizia e il marito accorrono all’Hotel ma Agatha non riconosce nessuno. I medici le diagnosticano un’amnesia. Alcuni hanno ipotizzato che questa “fuga” fosse stata architettata dalla maestra del giallo per incastrare il marito di omicidio. L’opinione pubblica si divise ma la reazione unanime fu quella di additarla come ricercatrice di attenzione. 

Altri, invece, sostengono che la sua sia stata quella che viene definita nel linguaggio tecnico come “fuga dissociativa”. Questa condizione si può verificare dopo un evento traumatico e nella vita di Agatha ce ne sono stati. Era noto a tutti che la scrittrice soffrisse di depressione come conseguenza del troppo lavoro, della morte della madre e dell’infedeltà del marito. Probabilmente l’abbandono della casa per voler iniziare una nuova vita con l’amante è stato il fattore scatenante. 

agatha christie fuga dissociativa

Chi può sapere cosa veramente sia successo? 

Da quel momento, la sua scrittura ha subito un aumento costante, un romanzo o due all’anno e, stranamente, iniziò una carriera di scrittrice rosa dal 1930 al 1936. Forse in quei romanzi distanti dal suo solito genere ci sono degli indizi su cosa realmente sia successo. 

Ma non importa perché da quel momento la sua vita prende una piega differente. Si trasferisce a Istanbul e conosce un archeologo di quattordici anni più giovane, Max Mallowan che sposa nel settembre 1930. Con lui, che segue in tutti i suoi progetti di scavi, comincia una florida produzione, sull’Oriente Express, sul Nilo e l’archeologia diventa una presenza quasi costante nei suoi romanzi. La sua intera vita viene resa pubblica tra le righe dei suoi libri, senza rivelare veramente tutto. I suoi, secondo le sue stesse parole nelle interviste, rivelano che, per capire la scrittrice, bisogna leggere e rileggere quelle pagine perché, ogni volta, si possono trovare indizi che in un primo momento non avevamo notato. Sembrerebbe strano perché un romanzo giallo non è strutturato per essere letto a più riprese. Quel mondo che conosce molto bene, le case e l’alta società sono il contorno di molti omicidi che non passeranno mai di moda. 

Nel 1979, Michael Apted, diresse Vanessa Redgrave e Timoty Dalton in una pellicola sulla scomparsa di Agatha e ne descrive quello che per molti era l’intento vero, l’organizzatrice di un omicidio per incastrare l’amante del marito. Nel film, un reporter americano (Dustin Hoffman) riesce ad impedire il tutto. 

Onestamente, non so cosa sia veramente successo ma sono convinta che questo le ha dato una seconda possibilità per essere felice (il suo matrimonio è durato fino alla morte di lei, nel 1976) e per dare al mondo molti grandi libri e molti eroi (almeno per me) come Hercules Poirot. 

FONTI:

Wikipedia

L’Enciclopedia delle donne

Biografie Online


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