Strenia, Holda, Perchta… A ciascuno la sua Befana

di Federica Caslotti

Il 6 di gennaio c’è sempre qualche genio della comicità che ti scrive per farti gli auguri.

È la tua festa! Auguri, Befana!

Anche dopo vent’anni che me lo sento dire, è sempre divertente come la prima. Cioè non molto, ma apprezzo davvero la buona volontà.

Facevo le elementari quando ho scoperto con un certo disappunto che solo i bambini italiani conoscono la Befana. Poveri bambini che ricevono regali solo il 25 dicembre! Son problemi… Ma, per loro fortuna, la nostra vecchia Befana non è l’unica donnina bizzarra a solcare il cielo la notte tra il 5 e il 6 gennaio, per elargire doni e punizioni.

I bambini tedeschi conoscono la favola di Frau Holle che vive in fondo a un pozzo, e dopo che una bambina cade nel pozzo cercando di recuperare il fuso che le è caduto, decide di accoglierla nella sua casa. La bambina volenterosa aiuta l’anziana Frau Holle nelle faccende di casa, in particolare sprimaccia il suo materasso di piume in modo che sulla terra possa nevicare. Ma presto Frau Holle si accorge che la bambina ha nostalgia di casa, così la rimanda nel suo mondo, accompagnata da una pioggia di monete d’oro che le permetteranno di vivere ricca e felice lontana dall’immancabile matrigna che la maltratta.

frau holle cuscino neve
frau holle pioggia d'oro
frau holle sorellastra pece

Ma la favola non finisce qui: la matrigna, rosa dalla gelosia, manda l’altra figlia a cercare Frau Holle. La bambina salta nel pozzo e arriva nella stessa casa dove la vecchina aveva accolto la sorella, ma quando Frau Holle le chiede di occuparsi delle faccende di casa lei fai i capricci e sbuffa. La vecchia non sopporta gli scansafatiche, e la rispedisce sulla terra, accompagnata da una pioggia di pece che non riuscirà mai a lavarsi di dosso.

Un po’ più a sud, nelle valli alpine, ricche di leggende inquietanti, come quella dei Krampus (demoni in parte uomo e in parte capra che prima del Natale invadono i villaggi per rapire i bambini cattivi), è Perchta, la Signora delle Bestie, uno spirito della natura che può apparire o come una bella giovane o come una brutta vecchiaccia, a portare doni nelle dodici notti che separano il Natale dall’Epifania.

Anche in Svizzera il 6 di gennaio ci sono spiriti femminili che si aggirano nella notte, ma non sono affabili come le loro comari: Stratteli e Strudeli sono due fate maligne che infestano i boschi intorno al Lago di Lucerna, e per tenerle lontane i giovani vanno in giro facendo baccano con corni, tamburi e campanacci.

Baba Jaga

Spostandoci più a est troviamo un’altra vecchia terribile, che popola gli incubi dei bambini russi ma terrorizza anche i popoli dei Balcani fino alle coste dell’Adriatico: la Baba Jaga. Vive nella foresta in una casa che poggia su un paio di enormi zampe di gallina, e quando non si muove con la sua casa viaggia su un mortaio volante, usando un pestello di ferro come remo e scatenando le tempeste invernali al suo passaggio. Anche lei ha una scopa, che usa per cancellare le tracce del suo passaggio. Secondo alcuni antropologi, la Baba Jaga deriva da una divinità cannibale molto più antica, cui venivano tributati sacrifici umani, ma questo personaggio non è sempre negativo: fermo restando che si è rifatta l’arredamento di casa con le ossa dei malcapitati finiti nel suo forno, dimostra in diverse fiabe di saper essere giusta, e addirittura benevola, ad esempio quando accoglie Vasilisa, una ragazza cacciata di casa per gelosia dalle sorellastre, e dopo averla sottoposta a una serie di prove la rimanda, non dopo averle donato un teschio dagli occhi luminosi per farsi strada nel bosco, la cui luce incenerisce le perfide sorellastre e la matrigna, lasciando la saggia Vasilisa finalmente libera e felice.

Insomma gran parte dei paesi europei comprende nel suo folklore figure simili alla Befana, il ché fa pensare che abbiano un’antenata comune…

Già i Romani durante i Saturnalia e le celebrazioni per il Sol Invictus si scambiavano doni in nome della dea Strenia, simbolo del nuovo anno, di prosperità e buona fortuna. Alla dea erano tributati fasci di rami di salice, che col passare dei secoli potrebbero essersi tramutati, nell’immaginario popolare, nell’iconica scopa.

E la signora Holle e Perchta sarebbero imparentate con Holda, uno spirito del folklore nordeuropeo. Si dice che prenda parte alla Caccia Selvaggia, guidando in volo nella notte gli spiriti delle fanciulle morte anzitempo, in compagnia del diavolo Wodan e delle anime dannate del suo corteo. Si dice anche che nelle notti tra il solstizio e l’epifania faccia visita agli uomini nelle loro case, e che possa apparire o come una fanciulla benevola dai capelli d’oro o come un’apparizione terribile e mostruosa che spaventa i bambini.

Dodici notti separano il Natale dall’Epifania, e questi spiriti femminili scelgono sempre queste notti per fare visita agli umani. Sono i giorni più duri dell’inverno, in cui la Morte doveva apparire come una presenza incombente per gli uomini di un tempo. Ma sono anche i giorni che seguono alla notte più lunga dell’anno, dopo la quale le giornate ricominciano ad allungarsi portando con loro la promessa della primavera.

Holda, Perchta, la Befana e tutte le loro simili sarebbero discendenti di incarnazioni pagane della Natura, che, arrivata vecchia e stanca alla fine dell’anno, si appresta a morire per poter rinascere giovane e fresca in primavera, ma non prima di aver elargito ai suoi figli più meritevoli i suoi ultimi frutti, dolci sostanziosi che li aiuteranno a superare l’inverno.

Tutto sommato, essere chiamate Befane potrebbe essere considerato un complimento. Quindi, anche se continua a non brillare per originalità come battuta, ammetto che sarò un po’ delusa se quest’anno non riceverò gli auguri.

PER APPROFONDIRE:

Il 6 Gennaio“, da Calendario. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell’anno di Alfredo Cattabiani

Quella benefica notte” di Sebastiano Rizza

La fiaba di Madama Holle, raccontata dai Grimm

Perchta compare ne Il Ramo d’Oro di James George Frazer

La fiaba di Vasilisa la Bella, raccontata da Aleksandr Nikolaevic Afanas’ev

Anche Stratteli e Strudeli sono citate ne Il Ramo d’Oro di Frazer e in Encyclopedia of Fairies in World Folklore and Mythology di Theresa Bane

Il culto di Strenia

Holda in Enciclopedia Italiana Treccani


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