Greta Thunberg agli occhi di un coetaneo | Intervista a mio fratello diciassettenne

di Camilla Magnani

In Italia, un ragazzo del 2003, frequenta la terza superiore e tra un anno potrà votare;

Ha vacanze di tre mesi d’estate e si sta iniziando ad abituare al mondo lavorativo grazie all’alternanza scuola-lavoro; gioca a basket, pensa che “flexare” sia una parola vera, gli piacciono i videogiochi e lo devi chiamare settanta volte perché non risponde mai nonostante sia sempre con il telefono in mano. E anche se queste ultime caratteristiche si riferiscono in particolare solo a mio fratello, sono sicura che moltissimi suoi coetanei si riconoscerebbero. O meglio, i loro genitori li riconoscerebbero probabilmente.

Mio fratello ha la stessa età di Greta Thunberg. Anzi, ad essere precisi, mio fratello è venuto al mondo undici giorni dopo Greta Thunberg, nata oggi, nel 2003, appunto.

Tranquilli, lungi da me fare qualsiasi parallelismo tra i due. L’unico Nobel che potrebbe vincere mio fratello potrebbe essere quello per la letteratura vista la fantasia per gli innumerevoli soprannomi idioti che è stato in grado di affibbiarmi nel corso degli anni (“Toner” è solo uno di questi, ma questa è un’altra storia).

Quindi mi sono detta: chi non conosce Greta Thunberg? Giovane attivista svedese che dal 2018 porta avanti il movimento Fridays For Future, scioperando e combattendo contro il cambiamento climatico e per sensibilizzare nuove generazioni e non attorno al tema dell’ambiente. Chi la ammira, chi la odia, chi ne è probabilmente intimidito.

Ma qual è l’opinione che può essersi fatto un suo coetaneo?

Giuste premesse: anche se ovviamente mio fratello è, appunto, mio fratello, cercherò, per amore della cronaca e della scienza, di essere il più imparziale possibile. È dolce, è un po’ sbadato, decisamente rompicoglioni e forse, a volte, un po’ ingenuo, come è giusto concedere alla sua età. Di quell’ingenuità convinta, quell’impressione di conoscere tutto semplicemente perché ci si sente più grandi. Proprio poco prima che arrivi quell’età, come la mia, in cui ci si rende conto che probabilmente non si sa proprio un cazzo. Mio fratello è un adolescente medio, assorbe molte informazioni dal telegiornale dell’ora di cena, dai video di alcuni canali Youtube di divulgazione, da ciò che è in trend sui social e, infine, dalle chiacchiere con gli amici.

Quindi, tuffiamoci insieme in questa esperienza mistica e, per favore, siate buoni.

[n.d.s. = note della sorella]


Chi è Greta Thunberg?

Una ragazza mia coetanea, un’attivista per l’ambiente, è originaria del nord Europa però so che gira molto il mondo perché è diventata un simbolo.

Che cosa fa?

Promuove le sue idee sull’ambiente, tiene discorsi in giro per il mondo e molti la seguono, soprattutto in manifestazione. So che anche molte aziende le danno ascolto, ad esempio, ho sentito che multinazionali come McDonald’s e Burger King hanno tolto i coperchi in plastica dopo aver appoggiato la sua battaglia.

Secondo te è una buona cosa quello che sta facendo Greta Thunberg?

Sinceramente non mi fa impazzire tutto il clamore che si è creato attorno a lei perché non è la prima che parla di ambiente ma ho idea che tutti la ascoltino solo perché è una bambina e che se le stesse cose venissero dette da un uomo di quarant’anni, ad esempio, sarebbero in pochi ad ascoltarlo. Magari ci sono persone che hanno studiato l’ambiente per tutta la vita e non hanno mai avuto le stesse opportunità semplicemente perché non hanno tutta l’attenzione mediatica che ha lei.

Non gliene può essere fatta una colpa, però, né per il fatto di essere giovane, né per il fatto di aver oscurato molte altre persone. Non è stata una sua responsabilità e sicuramente la sua voce non annulla le altre. Tuttavia, dovrebbe essere considerato un merito il fatto che qualcuno così giovane si impegni e si interessi a questi temi e combatta, non pensi?

Questo sicuramente, però continua a sembrarmi poco equo.

Che cosa ne pensi del cambiamento climatico?

Sicuramente è causa nostra, voglio dire, degli umani. Proprio per questo soltanto noi possiamo rimediare.

Sapevi del fatto che lei ha la sindrome di Asperger? Molti cercano di giocare questa carta per screditare ciò che dice. Che ne pensi?

Non sapevo che fosse affetta dalla sindrome di Asperger sinceramente. Sicuramente non è giusto screditarla per questo perché sembra una persona che sa quello che fa e che dice cose che, a mio parere, sono comunque vere.

Ti interessi all’ambiente?

Non saprei dire se ciò che faccio significhi interessarsi all’ambiente. Non butto le cose per terra e faccio la raccolta differenziata. Trovo, però, difficile fare la differenziata fuori casa perché in genere [n.d.s. a Milano] ci sono poche zone piene di cestini divisi mentre più spesso trovo solo il vecchio bidone unico, come, ad esempio, nella strada davanti alla mia scuola.

Tu dove ti informi sulle battaglie per l’ambiente?

Telegiornali o post su Instagram, ed è lì che ho sentito per la prima volta parlare di Greta.

Trovi che la tua generazione si stia impegnando per l’ambiente?

Non come vogliono far credere. Non è che se vai alla manifestazione per l’ambiente diventi un attivista. Ci vorrebbe un pochino più di coerenza, soprattutto perché manifestare per una causa è giusto, ma se poi finisce lì, non ha proprio senso.

Che cosa bisognerebbe fare per migliorare la situazione dell’ambiente secondo te?

Ridurre il consumo della plastica è importante. Però secondo me bisognerebbe focalizzarsi più su come i rifiuti vengono smaltiti, piuttosto che sulla produzione. L’altro giorno ho visto un video dove si vedeva moltissima plastica scaricata nel mare. Forse non molti sanno quanto tempo ci mette la plastica a decomporsi [n.d.s. dai 10 ai 30 anni per un sacchetto di plastica, fino a 1000 per una bottiglia].

Sapevi del fatto che Greta non prende più l’aereo? Qualche mese fa per andare negli Stati Uniti ha usato la barca a vela.

Si lo sapevo. Non so se sia stata una sua idea o una costrizione per ciò che richiede il personaggio. Questo però non cambierà nulla perché nessuno smetterà di prendere l’aereo probabilmente. Se non lo avesse fatto, comunque, non avrei cambiato idea su di lei perché so che per un lavoro come il suo è impossibile spostarsi in maniera sempre ecosostenibile.

Si dice che tanti dei problemi che abbiamo ora siano dovuti al fatto che in passato non ci si sia preoccupati abbastanza dell’ambiente. Che ne pensi?

Sicuramente la generazione precedente non se ne interessava molto quindi in parte potrebbe avere qualche colpa, però non si può dare la colpa solamente a loro. Ci sono così tante persone che oggi eviterebbero di usare la macchina per inquinare meno? Esiste qualcuno che non abbia mai buttato un mozzicone di sigaretta per terra? Non si può smettere di inquinare probabilmente, credo che si possa solo inquinare di meno.

Da come parli sembra che nessuno dei tuoi coetanei ci creda veramente. Conosci anche qualche persona che manifesta essendo convinta? Com’è?

Una persona, una ragazza. È vegetariana, raccoglie sempre le carte che le persone lasciano in giro, ha smesso di fumare e cerca di convincere anche gli altri a farlo, fa la raccolta differenziata e persino salvato un cavallo malato. Poi va pure alle manifestazioni scrivendo i cartelloni.

Anche se credi al cambiamento climatico mi sembri un po’ scettico sulla possibilità che l’atteggiamento della gente cambi. Se tu potessi dare un consiglio ai tuoi coetanei quale sarebbe?

Conosco alcuni che sono andati alla manifestazione per l’ambiente e poi calciavano i bidoni i bidoni per strada e gettavano a terra pacchetti di sigarette. Come ho già detto, non serve a nulla che manifesti se per te rappresenta solo un’occasione per camminare e urlare per qualche ora. Io vorrei dire ai miei coetanei che andare in manifestazione deve essere solo un’estensione di quello che fai in tutto il resto del tempo. Bisognerebbe credere davvero in quello per cui manifestiamo, e non solo vederla come un’occasione per fare casino e per saltare scuola.


N.d.s. finale: Ringrazio mio fratello per essersi prestato a questa informale intervista e per avermi risposto al telefono dopo soli due squilli dopo che mi ero accorta di essermi dimenticata di fargli una domanda.


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