La First Lady del mondo: Eleanor Roosevelt

di Camilla Magnani

Avete mai visto il film Netflix “Un principe per Natale?”. Se non l’avete visto, meglio per voi, avete risparmiato ore preziose della vostra vita. Vi racconto brevemente di che cosa parla: una giornalista americana viene inviata in un misterioso stato monarchico europeo di nome Aldovia (no, non quello di Anne Hathaway, quello era Genovia) e ovviamente si innamora del principe e bla bla bla. Aldovia, negli anni 2010s (si può dire così o fa solo figo? Chi lo sa) ancora non ha leggi per la successione al trono di eredi di sesso femminile e la nostra moderna protagonista Amber si batte per far sentire la voce delle donne all’interno del retrogrado regno, attraverso iniziative per le donne, per i bambini e i lavoratori.

Visto che mi piace perdere tempo in elucubrazioni decisamente inutili mi sono chiesta: gli sceneggiatori si saranno ispirati a Eleanor Roosevelt per scrivere il personaggio di Amber? E subito dopo, ho pensato quello che tutti voi starete pensando, ossia: “Camilla, ma ti droghi?”;

Va bene, terminerò qui il mio idiota cappello introduttivo per parlarvi seriamente della Fika di oggi che, come probabilmente avrete intuito, non è certo la regina Amber di Aldovia.

Eleanor Roosevelt, nata a New York nel 1884, è una di quelle donne che la storia ha amato. I suoi parenti, la sua ricchezza e le sue possibilità l’avrebbero resa in qualsiasi caso una donna importante, ma il bello di Eleanor è che lei importante l’ha voluto diventare davvero.

Nipote del ventiseiesimo presidente americano Theodore Roosevelt, perde entrambi i genitori in tenera età e viene cresciuta dai parenti. Curiosa, instancabile viaggiatrice e molto dedita ai servizi per la comunità, dopo aver studiato in Europa torna a New York dove lavora come insegnante e sposa Franklin, un lontano cugino.

Sposando un uomo come Franklin, Eleanor dovette abituarsi immediatamente a due cose: la vita da moglie di un politico e un matrimonio senza amore.

Nonostante l’odio nei confronti dei doveri ufficiali, Eleanor non si è mai stancata di usufruire della sua posizione per fare del bene. Durante la Prima Guerra Mondiale si dedicò incessantemente al volontariato per i Marines e per la Croce Rossa.

Quando nel 1921 Franklin viene colpito dalla polio, Eleanor diventa sempre di più partecipe all’interno degli affari politici. Entra a far parte della Women’s Trade Union League, diventa membro della lega per le elettrici donne e studia a fondo ogni aspetto e dibattito riguardanti la partecipazione femminile in politica. Quando poi Franklin diventa presidente degli Stati Uniti, Eleanor diventa una sua estensione: viaggia continuamente per aggiornarlo sulle condizioni del Paese e promuove la presenza delle donne all’interno di nuovi piani di governo come il New Deal.

Il matrimonio tra Franklin e Eleanor era una convivenza pacifica. Ognuno aveva i suoi impegni, erano ben consci del proprio ruolo pubblico, e senz’altro si aiutavano a vicenda, ma l’amore era un’altra cosa.

Uno degli episodi che amo di più riguardo Eleanor Roosevelt risale al 1939 quando, per protestare contro la decisione della Daughters of American Revolution di non far esibire una cantante d’opera solo perché di colore, Eleanor tolse la propria iscrizione all’associazione e riorganizzò il concerto della cantante, Marian Anderson, al celebre Lincoln Memorial, attirando 75 mila spettatori.

Sempre impegnata, sempre in lotta contro la segregazione e gli stereotipi, Eleanor dopo la morte del marito nel 1945, viene nominata delegata delle Nazioni Unite, diventando una delle persone responsabili della adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, definendola “La Magna Carta dell’umanità”.

Dal 1936, fino a poche settimane prima della sua morte, nel 1962, Eleanor scrisse “My day”, una rubrica giornalistica a cadenza quasi giornaliera dove parlava dei temi che le stavano più a cuore: la battaglia contro la segregazione, i diritti delle donne e gli avvenimenti politici del momento.

No one can make you feel inferior without your consent

Eleanor roosevelt

Eleanor Roosevelt è stata la First Lady in carica più a lungo e senz’altro la più impegnata politicamente. Attivista, forse più reazionaria che rivoluzionaria, senz’altro una figura importantissima per le battaglie successive.

I tempi ora, chiaramente, sono cambiati anche se sono sicura che anche adesso sarebbe una donna largamente apprezzata.

Tuttavia, nonostante i sacrifici e le battaglie, considerando le recenti svolte politiche conservatrici mi chiedo: oggi come oggi una donna come lei potrebbe essere presidente o sarebbe ancora costretta a vivere all’ombra di un uomo?

Fonti:

https://www.britannica.com/biography/Eleanor-Roosevelt

https://www.womenshistory.org/education-resources/biographies/eleanor-roosevelt


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