UNA MORGANA DI NOME ROSSELLA

di Veronica Pallavera

Michela Murgia e Chiara Tagliaferri mi perdoneranno per aver rubato loro la definizione di Morganadonna un po’ fata e molto strega – ma penso che non ci sia altro modo per iniziare una descrizione di Rossella ‘O Hara se non così: una donna che non sposereste e non vorreste come amica, ma non è mai stato questo il suo obiettivo. Lo scopo principale della protagonista di Via col Vento è sempre stato sopravvivere; e l’ha perseguito con ogni mezzo possibile. 

Chi è, quindi, Rossella O’ Hara? In lingua originale Scarlett, il suo nome si porta dietro il rosso del fuoco e della vergogna, la marchia da subito come indomabile e pericolosa. Nata bianca e benestante nella Georgia del XIX secolo, Rossella inizia la sua vita nell’agio di una società andata via col vento. La conosciamo giovane e bellissima, civettuola, disinteressata alla realtà e all’imminente guerra civile che spazzerà via tutto il mondo da lei conosciuto fino a quel momento. 

Nella Georgia precedente alla Guerra Civile, la politica viene discussa dagli uomini riuniti nei salotti mentre le donne riposano al piano di sopra. Rossella si ribella, si riveste in gran segreto e scappa dalla camera da letto dove le sue amiche e coetanee dormono beate, ma non lo fa per partecipare alle conversazioni degli uomini: da sempre innamorata del bello, fidanzato – e un po’ inetto – Ashley Wilkes, Rossella corre da lui per dichiarargli il suo amore. 

Ashley non lo sa che lo amo! Glielo dirò, così non potrà sposarla.

Come prevedibile, Rossella va incontro ad un gran rifiuto: Ashley dice di amarla per la sua ansia di vivere, ma quel tipo di amore non basta a rendere felice un matrimonio. A lei preferisce la cugina Melania, di una bellezza morigerata, così buona che è quasi stupida.

Avanti, dite pure che siete un vile! Avete paura di sposarmi e preferite vivere con quella pupattola che non sa dire altro che sì e no e con dei marmocchi stupidi come lei!

Si delinea quindi davanti ai nostri occhi il triangolo che accompagnerà tutta la vicenda: da una parte l’inarrestabile Rossella, dall’altra la tenera Melania – unica donna a vedere del buono in Rossella, non riconoscendola mai come rivale – e al vertice l’idealista e inetto Ashley

Nel frattempo, la guerra imperversa negli stati del Sud. Rossella raggiunge Melania ad Atlanta, con la scusa di distrarsi e l’obiettivo di poter vedere Ashley durante le licenze. La giovane Rossella che lascia Tara – la piantagione di famiglia – è molto diversa da quella che vi farà ritorno

I nordisti avanzano. I bollettini dal fronte riportano liste infinite di caduti e feriti, un’altra generazione spazzata via dalla guerra. Tra quei nomi non compare mai il miracolato Ashley Wilkes e nemmeno Rhett Butler. 

Rhett e Rossella

«Voi non siete un gentiluomo!»

«E voi non siete una signora! Non è un titolo di demerito, le signore non mi hanno mai interessato.»

Rhett Butler è un ricchissimo reietto: ripudiato dalla sua stessa famiglia, nessuno sa da dove derivi la sua fortuna e nessuno osa chiederlo. Si fa strada nell’alta società comprando la benevolenza altrui e riconosce da subito Rossella come anima affine, egoista e spietata. Ad accomunarli c’è anche un viscerale e disperato istinto di sopravvivenza.

La guerra giunge alle porte di Atlanta e trova Melania incinta e debilitata e Rossella pronta a fuggire insieme al resto della cittadinanza. A trattenere Rossella al capezzale di Melania è la promessa fatta ad Ashley, tanto egoista anch’egli da averle fatto promettere di prendersi cura della rivale. Inaspettatamente, Rossella tiene fede al giuramento e si fa carico della situazione: lasciata sola anche dal medico, fa partorire Melania, la isola e la tiene il più possibile al sicuro dall’inferno che imperversa. La vecchia Rossella muore alla nascita del figlio di Melania, il suo distacco dalla realtà è travolto dai colpi dei cannoni

Ma la città sta per crollare. Rossella chiede quindi l’aiuto di Rhett: vuole tornare a Tara. Rhett porta lei, la debole Melania, il suo bambino e la schiava Prissy fuori da Atlanta, sulla strada di casa. Poco fuori città, però, la coscienza lo prende per la collottola, così decide di tornare indietro per unirsi all’esercito sudista. 

«Dovreste vergognarvi di lasciarmi sola e indifesa!»

«Voi, indifesa? Che il cielo aiuti i nordisti se vi catturano!»

Il ritorno a Tara è molto diverso da come Rossella se l’era immaginato. Ad attenderla vi è ancora la casa, anche se depredata dai nordisti, ma la famiglia al suo interno è di molto cambiata: Le sorelle sono state colpite dal tifo, lo stesso che ha ucciso la madre. Il padre, sconvolto dal dolore, è ridotto alla follia. Il peso della tenuta viene caricato sulle spalle di Rossella che si occupa di trovare animali da uccidere, piantare patate e curare i malati con determinazione e senza pietà alcuna. 

Giuro davanti a Dio, e Dio mi è testimone, che i nordisti non mi batteranno. Supererò questo momento e quando sarà passato non soffrirò mai più la fame, né io, né la mia famiglia, dovessi mentire, truffare, rubare o uccidere.

La tenuta di Tara

E Rossella non è di certo una spergiura. Non è più la piccola civetta che al ricevimento dei Wilkes si preoccupava solo del suo amore per Ashley: all’annuncio della fine della guerra il suo primo pensiero va al cotone e a quanto denaro potrebbe ricavarci. È la donna che uccide un soldato Yankee che si è intrufolato in casa sua e poi ne trafuga il corpo tutta sola, perché nessun altro potrebbe sopportare il peso morale – oltre che fisico – di quell’omicidio. 

Si sposa per la seconda volta, lo fa per denaro e con i soldi del marito inizia un commercio di legname, sfrutta i detenuti come manodopera a basso costo, si arricchisce con le disgrazie altrui, se ne infischia dei commenti dei vecchi amici, si propone di farsene di nuovi tra gli affaristi del Nord, per poi batterli al loro stesso gioco

È una donna all’avanguardia, Rossella? Ricordiamoci che in ultimo sposa Rhett, per vivere da mantenuta nel maggior sfarzo possibile. 

Allora chi è davvero Rossella O’ Hara? Per me è la donna che, ormai povera e magra, guarda le pesanti tende che ancora ornano il suo salotto e pensa di cucircisi un vestito con cui prostituirsi a Rhett Butler e salvare Tara dalle tasse. 

Come ogni Morgana che si rispetti, Rossella non è un esempio di virtù e non ha mai voluto esserlo. È una sopravvissuta, che si è fatta strada grazie all’audacia e alla spietatezza, ad un egoismo e ad una forza fuori dagli schemi


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