It’s Marie fucking Antoinette | Come la colpevolezza crea un’icona

di Camilla Magnani

Nuda, con addosso solo un paio di autoreggenti, gli Strokes in sottofondo e solo un ventaglio a coprire le sue grazie. Ecco come mi immagino la regina di Francia.

Ed è decisamente colpa/merito di Sofia Coppola se mi riesce così difficile essere così obbiettiva su Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena. Ma, come si dice qui, I’ll give it a go.

Oggi sarebbe stato il suo compleanno. Il compleanno di uno dei personaggi più controversi, più giudicati e più interessanti della storia francese. Un po’ vittima e un po’ colpevole, una vita di eccessi vissuta sempre sul limite.

A causa della sua cattiva reputazione, sono molte le falsità che circolavano e circolano ancora sul suo conto. E con questo non voglio santificarla perché, anche se non ha mai detto davvero “Se non hanno più pane, che mangino le brioches”, sicuramente non è stata una santa.

Ma si sa, le donne interessanti non stanno mai in una categoria sola.

Conosciamola un po’ meglio quindi.

Figlia di una delle donne più influenti dell’epoca, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria, passa alla corte austriaca una piacevole infanzia dove la madre cerca di tenere, spesso inutilmente, a bada il suo temperamento vivace. Quella che ci immaginiamo sommersa dai vestiti nel film di Sofia Coppola, infatti, inizialmente era decisamente un maschiaccio.

Per colpa di quei furbacchioni degli inglesi e dei prussiani, l’Austria si allea con la Francia e Maria Antonietta convola a nozze con il delfino di Francia, Luigi XVI nel 1770. Aveva solo quindici anni.

Riuscite ad immaginarvelo? Io a quindici anni avevo appena messo via le scarpe con lo strappo, e questa qui stava per diventare regina di Francia.

E non una regina qualunque, ma la regina di Francia al tempo della Rivoluzione francese. Ma questo, ovviamente, ancora non lo sapeva. Non era a conoscenza del fatto che le sarebbero state addossate moltissime colpe, alcune fondate, altre un po’ meno. Ed è proprio per questo motivo che mi sono chiesta quali parole potessero realmente corrispondere ai fatti.

Il suo matrimonio era davvero infelice?

Parliamoci chiaro: quando sei figlia di due imperatori lo sai benissimo di non poter sperare di trovare Mr. Darcy; e aggiungiamo pure che Luigi Augusto un po’ si impegnava nell’essere ‘na chiavica. Cresciuto con l’odio genetico verso gli austriaci, taciturno e introverso, si è ritrovato con un’austriaca che non riusciva a sfiorare. Per questo e probabilmente a causa di problemi fisici che gli hanno impedito di consumare il matrimonio per ben otto anni, Antonietta si è sentita più volte addossare la colpa di non essere in grado di ammaliarlo. E sapete quale è la cosa più divertente? Che dopo otto anni di attesa nasce una femmina. Sì, una femmina, brutti stronzi. Maria Teresa Carlotta, che sarà anche l’unica dei figli della coppia a sopravvivere alla morte in giovane età e agli orrori della Rivoluzione. Riuscì addirittura a diventare regina di Francia per ben venti minuti, ma questa è un’altra storia.

Ma spendeva davvero così tanto?

Senza ombra di dubbio la risposta è sì. Ma d’altra parte, tutte noi donnine faciline quando siamo insoddisfatte cerchiamo di tirarci su con un po’ di shopping, suvvia. Gonne di sei metri di diametro, accessori, acconciature così alte da reggere una barca in miniatura, gioielli, feste, gioco d’azzardo, villaggi bucolici, titoli nobiliari regalati agli amici più cari. Insomma, ha tappato i buchi del suo cuore con enormi buchi finanziari, però un pochino la capiamo.

Il suo comportamento può essere considerato la causa della Rivoluzione francese?

Anche se è con la sua testa mozzata che si conclude l’Ancien Régime, sarebbe scorretto attribuirle, ancora una volta, tutta la colpa.

Je suis calme comme on l’est quand la conscience ne reproche rien

maria antonietta

Queste tra le ultime parole scritte dalla regina di Francia poco prima di essere giustiziata.

Profondamente convinta di aver sempre agito nell’interesse del suo popolo, Maria Antonietta non è mai stata l’unico problema della Francia del tempo, anche se è stata considerata il capro espiatorio perfetto. L’estratto conto della carta di credito della monarchia francese, infatti, non contava solo le spese per Madame, ma il grosso impegno economico per la partecipazione della Francia alla Guerra dei sette anni e a quella di indipendenza americana. Insomma, dù robette.

Era una di quelle donne che oggi definiremmo “un’oca”?

Io credo che ci siano molti modi per definire una donna con dei difetti anche se spesso alla gente piace generalizzare e definirci stupide a prescindere dal peccato. Maria Antonietta diventa inaspettatamente regina a diciotto anni, mentre ancora non ha avuto nemmeno un figlio e la corte di Versailles si ostina a chiamarla con disprezzo “L’Austriaca”. È vero, le sue spese pazze l’hanno sicuramente messa in cattiva luce, ma non era un’oca. Era testarda e frivola, ma non era stupida. Dotata dal punto di vista artistico, intelligente e veloce ad imparare, ha spesso sorpreso i suoi precettori durante l’infanzia. Forse anche a causa delle continue lettere piene di astio che le inviava la madre, Maria Antonietta ha sempre avuto coscienza delle implicazioni della sua posizione e anche durante i momenti più pericolosi allo scoppio della Rivoluzione scelse di non abbandonare il marito a Versailles. È stata più volte considerata la vera voce di un re debole capitato in uno dei momenti più difficili dell’intera storia francese. E persino dopo aver abbandonato Versailles ed aver passato diversi anni reclusa, Maria Antonietta rifiuta qualsiasi piano di fuga per non dover abbandonare i figli. Incredibilmente capace di sostenere ogni accusa senza mentire e contraddirsi, ha spesso sorpreso persino i suoi acerrimi nemici. Pure quando, oltre al processo per alto tradimento, le vengono rivolte delle accuse (montate ad hoc per metterla in cattiva luce) di comportamento incestuoso nei confronti del figlio di otto anni, lei non si scompone, parla solo quando interpellata e rifiuta ogni accusa, tanto da suscitare la compassione delle altre donne presenti in tribunale. Una piccola vittoria prima della fine.

Maria Antonietta viene ghigliottinata il 16 ottobre 1793 per poi essere seppellita in una fossa comune, sotto uno strato di calce viva.

Non dobbiamo, tuttavia, credere che anche allora tutti la odiassero. Proprio per questo vi lascio con una riflessione scritta da Madame de Staël, celebre intellettuale dei salotti francesi, rivale in amore di Maria Antonietta per le attenzioni del conte di Fersen, ma soprattutto, una cazzutissima femminista ante litteram.

[…] Ecco il quadro dell’anno che questa donna sfortunata ha percorso. E ciononostante esiste ancora; esiste ancora perché ama, perché è madre: ah! Senza questi sacri legami, perdonerebbe coloro che vorrebbero prolungare la sua vita! Ma quando malgrado tanto male vi resta ancora del bene da fare, trascinereste dalla cella al supplizio questa interessante vittima? Guardatela, crudeli! Non per essere disarmati dalla sua bellezza; ma, se le lacrime l’hanno appassita, guardatela per contemplare le tracce di un anno di disperazione!

Che fareste di più se fosse colpevole? E cosa devono provare i cuori certi della sua innocenza? Mi rivolgo a voi, donne immolate tutte in una madre così tenera, immolate tutte con l’oltraggio che sarà commessa sulla debolezza, con l’annientamento della pietà; è finita per il vostro impero se regna la ferocità, è finita per il vostro destino se le vostre lacrime cadono invano. Difendete la regina con tutte le armi della natura; andate a cercare questo bambino, che perirà se accade che perde colei che lo ha tanto amato; presto sarà anche lui un oggetto importuno, per l’inesprimibile interesse che tante disgrazie faranno cadere sulla sua testa: ma chiede in ginocchio la grazia di sua madre; l’infanzia può pregare, l’infanzia s’ignora ancora.

Sventura al popolo che avrebbe ascoltato le sue grida invano! Sventura al popolo che non sia né giusto né generoso! Non è a lui che la libertà sarebbe riservata. La speranza delle nazioni, per così lungo tempo legate al destino della Francia, non potrebbe più intravedere nell’avvenire alcun avvenimento riparatore da questa desolata generazione.

Réflexions sur le procès de la Reine, madame de Staël

Fonti:

www.enciclopediadelledonne.it/biografie/maria-antonietta-dasburgo-lorena/

http://www.madamedepompadour.com/_m_antonietta_fersen/ita/storia/articoli/rifl_proc_ita.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Antonietta_d%27Asburgo-Lorena


Una risposta a "It’s Marie fucking Antoinette | Come la colpevolezza crea un’icona"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...