#fikaconsiglia: The VVitch (2015)

C’è una strega che vive nella foresta. Ha firmato il libro nero del Diavolo, e ora lei può trasformarsi, diventare giovane e bella o prendere l’aspetto di un animale, come un corvo o una lepre. Rapisce i bambini, li uccide, e con il loro grasso prepara un unguento, e con questo unguento può volare a cavallo della sua scopa.

Il folklore delle isole britanniche è pieno di storie come questa, e i coloni hanno portato con loro queste superstizioni quando sono partiti per l’America. Il padre di Thomasin, allontanato dalla comunità insieme al resto della famiglia per le sue idee integraliste, non crede a queste favole. Crede che la loro fede li proteggerà, che riusciranno a dominare la natura selvaggia in cui sono andati a stabilirsi. Ma si sbaglia.

Quando Samuel, il più piccolo, sparisce misteriosamente, il resto della famiglia viene gettato nell’angoscia e nella paura. Il clima di sospetto e paranoia si fa sempre più opprimente, e i rancori e l’ipocrisia della perfetta famiglia puritana devota vengono a galla, rivelando i peccati di ciascuno: l’invidia di Katherine per la figlia giovane e bella, la superbia di William, il padre di famiglia, convinto che la sua fede lo ponga al di sopra degli altri, il desiderio che Caleb, con vergogna, si rende conto di provare per la sorella maggiore, la pigrizia dei gemellini, che passano il tempo a giocare con il caprone, Black Phillip, con cui sembrano anche comunicare… Thomasin non si macchia di peccati così facilmente identificabili. Rabbia, forse, ma in misura giustificata alla situazione in cui si trova. Eppure i sospetti ricadono immediatamente su di lei: era con Samuel quando è sparito, e l’evento è stato così strano e improvviso che è difficile dare una spiegazione razionale. E se c’è una strega nella loro famiglia, è necessario scoprirla e fermarla.

Una colonna sonora fatta di archi e voci spettrali accompagna questa lenta discesa nella follia. La fotografia è tutta a luce naturale: magnifiche le scene a lume di candela, che fanno pensare che i quadri di Caravaggio abbiano preso vita.

Impossibile dare un significato univoco a questo film. C’è davvero una strega nella foresta? O è stata la paura a crearla, e quelle che vediamo sono fantasie e deliri? E Thomasin: la sua è una parabola ascendente verso l’emancipazione? O è una vittima, circuita e ingannata fino alla fine?

Decidetelo voi: questo piccolo capolavoro,  opera prima del regista Robert Eggers, è disponibile su Netflix.


Hai già visto The VVitch ma di streghe non ne hai mai abbastanza? Allora ti consiglio Marianne, serie francese del 2019 disponibile su Netflix. E se ti senti un po’ strega anche tu dai un’occhiata al mio ultimo articolo, Figlie delle streghe.


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