Più profonda delle radici, più antica della luna

La magia delle donne di Ursula K. Le Guin

Di Federica Caslotti

When women speak truly they speak subversively — they can’t help it: if you’re underneath, if you’re kept down, you break out, you subvert. We are volcanoes. When we women offer our experience as our truth, as human truth, all the maps change. There are new mountains. That’s what I want – to hear you erupting. You young Mount St Helenses who don’t know the power in you – I want to hear you.

da un discorso tenuto al Bryn Mawr College nel 1986, pubblicato in “Dancing At The Edge of the World: Thoughts on Words, Women, Places“, 1989

Questo 21 ottobre Ursula Kroeber Le Guin, scrittrice, femminista, e Regina dei Draghi prima che fosse cool, avrebbe compiuto 89 anni.

Ursula K. Le Guin

Il suo primo romanzo di successo, pubblicato nel 1969, è stato La mano sinistra delle tenebre, capolavoro della fantascienza. L’opera che me l’ha fatta conoscere, quando ero adolescente e mangiavo, respiravo e sudavo romanzi fantasy, è stata la saga di Terramare.

Parliamo di una donna che negli anni Settanta è riuscita a farsi strada nel mondo della Fantascienza, considerato “roba per uomini”, ascendendo all’Olimpo degli autori più influenti del genere. Ci vuole talento, e un bel pelo sullo stomaco probabilmente.

E parliamo di una donna che a un certo punto si è accorta di aver passato i primi vent’anni della sua carriera a sforzarsi di scrivere come un uomo, trascurando tutti quegli ideali femministi in cui pure si riconosceva, e che invece di far finta di niente e godersi il meritatissimo successo conquistato fino ad allora, è tornata indietro e ha sistemato le cose. E per fare una cosa del genere ci vogliono tanta umiltà e una discreta dose di coraggio.

La Le Guin non è mai stata un’autrice “semplice”: figlia di due antropologi, educata a rifuggire pregiudizi e stereotipi, i mondi fantastici che crea sono popolati da comunità tribali, con riti, mitologie e leggi ben definite e differenziate. La magia è una forza primitiva, sciamanica, che risponde al Vero Nome delle cose e va usata con coscienza.

To light a candle is to cast a shadow.

Nel mondo di Terramare non c’è un Signore Oscuro da sconfiggere, una Forza del Male astratta e minacciosa: ci sono solo uomini, che dolorosamente e a discapito di egoismi e ambizioni personali imparano che esiste un equilibrio che regola l’Universo, che deve essere tutelato sopra ogni cosa.

Ha scelto inoltre di rappresentare la maggior parte dei suoi protagonisti come persone di colore, una decisione che l’ha fatta risaltare nel mondo del fantasy, fino ad allora popolato solo da eroi dalla pelle bianca e donne dagli occhi violetti. Decisione che non deve essere sembrata così importante agli autori della miniserie Earthsea, deprecabile da diversi punti di vista e a cui la Le Guin, dopo essere stata completamente esclusa dalla produzione, non ha risparmiato critiche, in particolare per il cast monocromatico.

Eppure nella lotta che ingaggia contro i luoghi comuni del fantasy e della fantascienza c’è qualcosa con cui la nostra Ursula non riesce, almeno all’inizio, a fare i conti: la questione di genere. Nella fantascienza le regole sono meno rigide, ma l’high fantasy si basa su leggi antiche e verità immutabili, un mondo in cui è facile per gli stereotipi proliferare. Se ci soffermiamo sulla saga di Terramare, è palese come nei primi tre romanzi i personaggi femminili compaiano solo in funzione del protagonista Ged: anche Tenar, la coprotagonista ne Le tombe di Atuan, viene subito relegata in una dimensione domestica e privata nel libro successivo, lasciando la politica e le avventure agli uomini. La Le Guin ha dichiarato che per quanto ci avesse provato, non era riuscita a immaginare una maga come protagonista della sua saga.

Ma la forza di questa donna sta nell’essere riuscita ad andare contro i suoi stessi pregiudizi. Quando la critica femminista ha sottolineato questi problemi, la Le Guin non si è arroccata sulle sue posizioni, ma ha dedicato vent’anni di vita e di lavoro a risolverli.

charles vess tehanu

Nella prima trilogia le donne erano state confinate all’interno delle mura domestiche, la loro magia definita debole e pericolosa, ma quello era solo il punto di vista degli uomini che governano l’Arcipelago, smentito ne I racconti di Terramare, dove i miti e le leggende date per verità assolute vengono raccontate in maniera totalmente diversa, e si rivelano per quello che sono: solo una parte della verità, raccontata da chi detiene il potere per mantenerlo più facilmente. Nei due libri conclusivi della saga, L’isola del drago e I venti di Terramare, Ged ormai è un personaggio secondario, e la protagonista è Therru, una giovane donna sopravvissuta a terribili abusi nella sua infanzia, che accetta se stessa e vince le sue paure rivelando di nascondere un potere formidabile.

Ursula K. Le Guin è scomparsa il 22 gennaio 2018. Moltissimi autori, tra i quali Stephen King e Neil Gaiman, l’hanno omaggiata, ricordando la grande influenza di questa donna sul loro lavoro come su quello di molti altri scrittori e scrittrici.

Grazie di tutto Ursula, sentirò la tua mancanza ogni volta che qualcuno dirà che nel fantasy non ci dovrebbero essere donne indipendenti e persone di colore per una “questione di realismo”.

PER APPROFONDIRE

Sito ufficiale di Ursula K. Le Guin

Is Gender Necessary?” di Ursula K. Le Guin, 1976

A Revisionist History of Earthsea“, di William Alexander, 2019


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