What goes on behind the words? | Pregiudizio senza orgoglio

di Camilla Magnani

What goes on behind the words?

It there pity for the plain girl?

6/10, Dodie

Ma voi lo sapevate che l’Espresso ha una sezione del vocabolario online dedicata allo slang dove c’è la voce “Sottanza/Sottone”? Sono abbastanza delusa. E non per l’esistenza della parola all’interno di un vocabolario, ma perché sinceramente pensavo che al posto della definizione ci sarebbe stata la mia foto.

Ed è un po’ per questo che ora sono qui a scrivere. E no, ovviamente non vi racconterò le mie disavventure amorose.

Tuttavia, mi sono messa a pensare a tutte quelle volte in cui mi sono sentita giudicata per il mio comportamento, come se possedere una vagina mi obbligasse automaticamente ad avere un determinato codice di condotta. Non l’ho scelta io, signori, mi dispiace. Non c’era un “soddisfatti o rimborsati” quel giorno.

Ma quindi quali dovrebbero essere le regole del gioco? C’è qualcuno che le fa queste regole? E se sì, c’è un ufficio reclami?

Ma vengo presto al punto: io sono una sottona, lo so. E lo sono nel completo possesso delle mie facoltà mentali. E il bello è che posso decidere di esserlo o di non esserlo e non saranno mai affari vostri. In teoria.

Purtroppo però, nella vita reale e sul web, ci sarà sempre qualcuno che sentirà non solo il diritto, ma il dovere di dirti qualcosa. Sempre pronti, pur non conoscendo assolutamente nulla della tua vita, a giudicare le tue azioni e i tuoi pensieri, rinchiudendoli in frasi fatte e decisamente dolorose.

Da un lato ci sono quelli che io definirei Bocconi: hanno la pretesa di avere la scienza infusa, ma la verità è che poi tutti li prendono un po’ per il culo non appena si girano, perché lo sanno pure loro di essere poco credibili. “Non puoi vestirti così, altrimenti dai un’idea sbagliata di te”, “Non puoi dargliela al primo appuntamento sennò chissà che cosa pensa”, “Certo che non sai proprio stare da sola. La figlia dell’amica della cugina della portinaia di mia zia è single da quarantasette anni e devi vedere come è contenta!”. E perché ti dicono queste cose? Ma ovviamente per il tuo bene.

Dal lato opposto invece c’è la categoria peggiore, quella che chiamerei Thanos : sanno già tutto, sono sempre un passo avanti a te sulla tua vita e la loro ineluttabile risposta è “te la sei andata a cercare”. Più fatalisti dei Bocconi, che si limitano solo a dare consigli, i Thanos sanno che se lui ti tradisce è perché non ti curavi abbastanza e che se vieni stuprata è perché portavi vestiti troppo succinti ed eri troppo carina. Loro lo sanno. Perché è così che funziona.

Tuttavia, ho sempre pensato che uno dei tasti più dolenti di questa faccenda siano le donne che fanno questo tipo di commenti sulle altre donne.

E sapete perché è così brutto? Perché le donne lo sanno dove fa male.

Dover spiegare ad una donna cosa voglia dire essere una donna è una delle esperienze più degradanti che si possano provare. Donne che giudicano il corpo delle altre come se non avessero mai provato quel senso di disagio nel salire su una bilancia (e se volete trovare approfondimenti su questo tema li trovate qui); donne che danno delle “troie” ad altre donne solo perché si sono truccate di più, come se non volessero anche loro sentirsi carine a volte; e poi ci sono quelle che ritengono strane e con irrisolti personali quelle persone convinte di non volere figli o che credono che se non ti vuoi sposare è perché sai che non c’è nessuno che ti piglia. E potrei continuare all’infinito perché il catalogo è veramente lunghissimo.

Ma il punto è che quando qualcuno ti dice che sei grassa, che sei una facile, che sei brutta o che sei una stronza, va a finire che a volte un pochino ci credi. Non importa quanto tu sia forte, quante persone ti amino, quanto supporto tu abbia dalla tua famiglia e quanto tu ti piaccia, perché a volte le persone che ti fanno vergognare di te stessa riescono a vincere. E non ci riescono perché hanno ragione, ma perché, in fondo, non siamo indistruttibili.

E in un’era in cui tutti ci sentiamo in diritto di dire la nostra su tutto, la cosa migliore che possiamo fare è trovare la differenza tra un consiglio e un giudizio.

Easy A, Will Gluck, 2010.

Molte donne credono ancora oggi che non sia possibile essere sinceramente amica di un’altra donna, come se essere delle stronze invidiose fosse un’altra delle prerogative dell’avere una vagina.

Credetemi, avere delle amiche è uno dei doni più preziosi della vita e non dovreste perdervelo per nulla al mondo. Se è tanto brutto essere giudicati da qualcuno che vive molte delle tue difficoltà, trovare delle vere amiche è un po’ come trovare l’anima gemella: non ti senti mai sola.

Detto questo, credo che tornerò a rannicchiarmi nel letto con una vaschetta di gelato guardando commedie romantiche e spettegolando con le amiche al telefono.

E non lo faccio perché sono una donna. Lo faccio perché sono una sottona.


Una risposta a "What goes on behind the words? | Pregiudizio senza orgoglio"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...